Palazzo a fuoco, evacuate 20 persone

22 Gennaio 2018

Fiamme in un alloggio del “Ferro di cavallo”, bimbo di tre anni salvato dai vigili. Alcune famiglie ospitate in hotel

PESCARA. E’ stato un bimbo di tre anni ad accorgersi di tutto. Mentre era a pranzo con il papà, al terzo piano di un appartamento del cosiddetto “ferro di cavallo” di via Tavo, ha avvertito la presenza del fumo, in casa. Ha spinto la porta della camera da letto, per aprirla, e ha visto le fiamme. Poteva essere una tragedia ma l’intervento immediato dei soccorsi ha evitato il peggio, anche se la scalinata del palazzo è stata evacuata e gli appartamenti dovranno rimanere vuoti per un po’, a seguito dell’incendio.
L’allarme è scattato subito, intorno alle 13.30, e in via Tavo sono arrivati vigili del fuoco, polizia, carabinieri, 118 e Misericordia. Immediati i soccorsi: il piccolo non è rimasto ferito e neppure il padre e un altro giovane che erano con lui nell’appartamento. I vigili del fuoco, che hanno raggiunto il rione popolare con quattro mezzi, si sono spinti ai piani alti del palazzo dall’esterno usando l’autoscala e, passando per la finestra, hanno evacuato l’appartamento dove le fiamme stavano divorando tutto. Stessa cosa anche per l’appartamento al secondo piano. Nello stesso tempo è partita l’operazione di sgombero degli altri appartamenti, mentre un fumo nero si diffondeva lungo la scalinata e nelle altre case dello stesso edificio, diffondendo il panico tra gli inquilini che si trovavano a casa e che si sono precipitati in strada con l’aiuto dei soccorritori. La Croce Rossa ha assistito gli inquilini anche con delle bevande calde.
Poteva davvero accadere il peggio ma nessuno è rimasto ferito gravemente. Solo due persone si sono rivolte al personale del 118 e della Misericordia, rimasto a lungo con le ambulanze in via Tavo, mentre i vigili del fuoco e la polizia erano al lavoro nel palazzo prima per mettere tutti in salvo e poi per ricostruire i fatti e decidere il da farsi, insieme ai tecnici dell’Ater. Dell’appartamento al terzo piano è rimasto poco. Le fiamme lo hanno distrutto e l’intervento dei pompieri, coordinati dal caposquadra Saverio Moio, ha evitato un bilancio più drammatico. I danni sono consistenti, dicono dall’Ater. E sono emersi nel sopralluogo del dirigente Carmine Morelli e dal geometra Giuseppe Pisani. L’impianto elettrico andrà ripristinato e le scale ripulite e rese fruibili, perché ora non lo sono. D’intesa con i vigili del fuoco dieci appartamenti sono stati dichiarati momentaneamente non utilizzabili (ma non sono tutti occupati), e sono quelli della gradinata. Sono stati liberati con l’intervento della polizia municipale e gli ingressi sono stati bloccati dall’Ater, per scongiurare furti. Venti persone hanno dovuto trovare una sistemazione alternativa. Qualcuno si è rivolto a parenti e amici mentre cinque famiglie sono state ospitate in hotel, ieri notte, e probabilmente lo saranno anche stanotte, annuncia l’assessore comunale Gianni Teodoro. Sulle cause gli accertamenti sono in corso. L’Ater esclude il corto circuito, ritenendo che le fiamme non siano riconducibili a problemi dell’appartamento. Si ipotizza, invece, il malfunzionamento di un elettrodomestico, un televisore o una stufa.
Con l’incendio è scoppiata anche la polemica tra gli inquilini del ferro di cavallo, stanchi delle condizioni di degrado di questo complesso, dove la manutenzione lascia molto a desiderare, dicono. Ma è anche vero che il portone del palazzo dove c’è stato il rogo è misteriosamente sparito nel nulla. E l’Ater lo aveva rimesso circa un anno fa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA