Palazzo a rischio, 4 mesi e mezzo per i lavori

Parte il consolidamento definitivo dell’edificio di via Leopardi, il Comune ha rilasciato i permessi
MONTESILVANO. Quattro mesi e mezzo per restituire stabilità al palazzone di via Leopardi, l’edificio che affaccia sul lungomare sgomberato definitivamente lo scorso 7 luglio perché a rischio crollo. L’amministratore del condominio, Giuseppe Cellini, e i tecnici incaricati hanno ottenuto il nulla osta dal Comune di Montesilvano per bypassare la messa in sicurezza temporanea, il cui termine ultimo era stato fissato al 10 agosto, e procedere direttamente con il consolidamento definitivo dell’edificio.
Un intervento, scelto nel corso di un’assemblea di condominio durante la quale sono stati esaminati 5 diversi progetti, che dunque dovrebbe essere completato nell’arco di 135 giorni, stando al cronoprogramma presentato in piazza Diaz e autorizzato dal dirigente comunale Marco Scorrano.
Il condominio, tuttavia, dovrà presentare al Comune, ogni 20 giorni, una relazione con lo stato di avanzamento dei lavori concordati. Se i tempi saranno rispettati, entro l’inizio del prossimo anno le 250 famiglie e le attività commerciali al piano terra, costrette ad abbandonare l’edificio a seguito dell’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Ottavio De Martinis lo scorso 13 maggio, potrebbero già rientrare nei propri immobili. Il provvedimento del primo cittadino era scattato a seguito di una perizia da parte dell’ingegner Antonello Salvatori che minacciava un rischio concreto di crollo dell’edificio. A partire da quel momento, la quarantina di famiglie residenti stabilmente nell’edificio avevano iniziato ad abbandonare il condominio fino al 7 luglio quando, attraverso un’operazione interforze, si è proceduto con lo sgombero coatto di una decina di residenti ancora presenti e con la chiusura delle attività di ristorazione aperte al piano terra dell’edificio. (a.l.)
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