Palazzo a rischio crollo: i condomini fanno ricorso al Tar

27 Maggio 2021

MONTESILVANO. Il caso del palazzo di via Leopardi approda davanti ai giudici del Tar. Nei prossimi giorni sarà presentata una richiesta di sospensiva in merito all’ordinanza firmata lo scorso 13...

MONTESILVANO. Il caso del palazzo di via Leopardi approda davanti ai giudici del Tar. Nei prossimi giorni sarà presentata una richiesta di sospensiva in merito all’ordinanza firmata lo scorso 13 maggio dal sindaco Ottavio De Martinis che impone, tra le altre cose, lo sgombero dell’edificio di 11 piani. L’iniziativa è degli avvocati Eugenio Galluppi e Fabrizio Rulli che, per conto di un gruppo di condomini e di alcune attività commerciali dell’edificio, chiederanno al Tar di sospendere il provvedimento alla luce di alcune incongruenze riscontrate. «A monte del ricorso», spiega Galluppi, «ci sono delle carenze di natura tecnica e delle discordanze tra la prima ordinanza, quella del 7 maggio, e la seconda. Nel primo provvedimento, emesso a seguito della relazione dei vigili del fuoco e della perizia dell’ingegnere Seccia, il sindaco aveva ordinato la realizzazione di opere provvisionali per la messa in sicurezza dello stabile, entro 30 giorni. Dopo neanche una settimana, invece, alla luce della relazione dell’ingegnere Salvatori, è stata emessa una nuova ordinanza che prevede anche lo sgombero». In merito a quest’ultima relazione, Galluppi evidenzia alcune criticità che saranno poste all’attenzione dei giudici: «Non è una perizia giurata e al suo interno non vengono fatti riferimenti a sopralluoghi o verifiche sul posto. Inoltre, nella relazione di Seccia non si evince il pericolo di crollo imminente che invece emerge nella relazione del secondo professionista.
I diretti interessati si chiedono, dunque, perché il sindaco, alla luce di queste discrepanze, non abbia fatto alcun tavolo con i tecnici per verificare che la relazione fosse sufficiente per disporre questo provvedimento».
C’è poi un secondo aspetto che mettono in luce i residenti. «Se davvero la situazione è così pericolosa», prosegue il legale, «è legittimo chiedersi come mai non sia stata interdetta anche l’area circostante dove, al contrario, il Comune ha autorizzato lo svolgimento di una manifestazione domenica scorsa». Quanto ai tempi, «il ricorso sarà presentato a stretto giro», rivela Galluppi, «non appena avremo acquisito le relazioni dei tecnici incaricati».(a.l.)