Palazzo a rischio crollo in via dei Marsi: scattato lo sgombero dei residenti

1 Dicembre 2023

Ordinanza urgente del sindaco per liberare l’edificio pericolante L’amministratore Sola: «Famiglie ospitate in albergo e dai parenti»

PESCARA. La palazzina al civico 28 di via dei Marsi è ormai vuota dalla sera di mercoledì, quando tutti gli inquilini hanno dovuto lasciare i propri appartamenti per via dell’ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Carlo Masci nel pomeriggio di mercoledì. A mezzanotte l’apposizione dei sigilli, sul portone, da parte della polizia locale. Un’ordinanza «contingibile e urgente», si legge nel documento, ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità. La palazzina, di 5 piani, è stata dichiarata inagibile. Una segnalazione era pervenuta il 30 novembre dello scorso anno da parte dei vigili del fuoco di Pescara, che ne avevano rilevato i gravi danni strutturali.
In realtà la prima verifica statica dell’edificio risale all’anno 2000 e con il verbale di assemblea del dicembre dello scorso anno si deliberava di procedere con l’intervento di demolizione e ricostruzione del fabbricato. L’ordinanza di sgombero era dunque nell’aria da tempo, tanto che dalla scorsa primavera alcuni inquilini avevano cominciato a lasciare i propri appartamenti. «Per una decina di famiglie rimaste, mercoledì sera non è stato facile andare vai così in fretta», ha spiegato Paolo Sola, amministratore di condominio e consigliere comunale. «Tutto è avvenuto in poche ore e si è creato il caos. L’evacuazione immediata ha inevitabilmente provocato una tensione generale tra le persone, che avrebbero voluto avere più tempo a disposizione per il trasferimento. Due famiglie con bambini sono state ospitate in albergo, altri hanno trovato sistemazioni diverse, tra parenti o amici».
Lo sgombero immediato si è reso necessario per via della grave situazione in cui versa l’edificio, così come specificato nell’ultima relazione tecnica del 16 ottobre scorso. «Da un punto di vista tecnico solo l’intervento di demolizione e ricostruzione può garantire un adeguato grado di sicurezza generale», si legge nell’ordinanza. Inoltre, nello stesso documento viene specificato che «l’edificio presenta allo stato attuale forti ed evidenti carenze statiche…Sulla base dei dati disponibili non è possibile escludere il cedimento o fenomeni di collasso strutturali incontrollati, anche parziali, a seguito di eventi sismici o per altri fenomeni naturali o antropici».