Palazzo contestato: nuova protesta, arrivano i carabinieri

22 Novembre 2020

Operai al lavoro dopo la sospensione del Consiglio di Stato L’impresa: «Stavano mettendo in sicurezza il cantiere»

MONTESILVANO. Prosegue a colpi di ricorsi in tribunale, e di segnalazioni alle forze dell’ordine, la battaglia tra i residenti di via Liguria e la ditta di costruzioni che sta realizzando un nuovo palazzo nella traversa del lungomare.
Ieri mattina gli abitanti della strada, che da quest’estate stanno cercando di ostacolare la realizzazione del nuovo fabbricato, sono scesi nuovamente in strada allertando i carabinieri intervenuti sul posto. Motivo dell’ennesima protesta dei residenti (che lamentano la mancanza di sottoservizi e opere di urbanizzazione adeguate nella via soggetta ad allagamenti, e che contestano i permessi a costruire rilasciati dal Comune per l’edificio in questione) la presenza degli operai, ieri mattina, sul cantiere i cui lavori erano stati temporaneamente sospesi venerdì dal Consiglio di Stato.
Ad affiancare i residenti, anche i consiglieri di opposizione Romina Di Costanzo (Pd), Paola Ballarini e Gabriele Straccini (M5S), accompagnati dal parlamentare pentastellato Andrea Colletti. «È veramente assurdo», il commento della minoranza, «come questa amministrazione abbia rilasciato a gennaio di quest’anno un permesso a costruire, con demolizione di una villetta unifamiliare degli anni ’60, un palazzo di 5 piani, più piano garage, per un totale di 12 appartamenti e un volume di cemento che passa da 492 metri cubi a 6000, continuando la tradizione di cementificazione e aumento di cubature, senza valutare idonei standard e servizi».
La vicenda era già finita in tribunale durante l’estate quando i residenti, rivolgendosi al Tar, avevano ottenuto una sospensione dei lavori di circa 40 giorni. Pur non pronunciandosi attraverso una sentenza definitiva, tuttavia, i giudici avevano concesso a settembre la ripresa del cantiere, rigettando la richiesta di sospensiva. Per questa ragione, il comitato di via Liguria si è rivolto al Consiglio di Stato che venerdì ha sospeso nuovamente il cantiere in attesa di un pronunciamento del Tar. Questo non ha impedito, però, agli operai di tornare ieri in via Liguria, sollevando la protesta. A chiarire le ragioni di tale presenza è l’ingegnere Almerindo Di Giuseppe, referente della Ribes Immobiliare che sta realizzando l’edificio. «Non abbiamo affatto ignorato la decisione del Consiglio di Stato ma, come previsto per legge, avevamo l’obbligo di mettere in sicurezza il cantiere dove stavamo realizzando un solaio e che, rimanendo fermo per diverso tempo, poteva rappresentare un pericolo», spiega. «Per questa ragione venerdì, dopo aver ricevuto la comunicazione della nuova sospensione, abbiamo comunicato tale necessità al Comune tramite pec. Tanto è vero che, dopo aver messo in sicurezza il cantiere, gli operai sono andati via in attesa di una ripresa che ci auguriamo avvenga il prima possibile». Di Giuseppe, infatti, alla luce di tutte le autorizzazione rilasciate dai vari enti preposti, si dice fiducioso. «Ma i responsabili di questi ritardi, che ci stanno causando non poche perdite in termini economici con gli acquirenti, saranno chiamati a rispondere direttamente». La società, infatti, è già pronta a chiedere un maxi risarcimento danni per i ritardi nella conclusione dell’edificio che, in origine, era fissata per la fine del 2021 ma che subirà senza dubbio degli slittamenti.
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