Palazzo di giustizia senza metal detector
PESCARA. Tre ingressi sorvegliati solo dai vigilanti e nessun metal detector. E' passato oltre un anno dalla strage al palazzo di giustizia di Milano, costata la vita a tre persone, e i sistemi di...
PESCARA. Tre ingressi sorvegliati solo dai vigilanti e nessun metal detector. E' passato oltre un anno dalla strage al palazzo di giustizia di Milano, costata la vita a tre persone, e i sistemi di sicurezza all'entrata del tribunale di Pescara sono praticamente inesistenti. Il gesto disperato del 61enne che giovedì scorso ha tentato di togliersi la vita in tribunale, tagliandosi le vene con un taglierino, ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza. Lo scorso anno, dopo la sparatoria di Milano, il montesilvanese Mario Ferri, detto il Falco, celebre per le invasioni nei campi sportivi, era riuscito ad entrare in un'aula e in alcuni uffici del tribunale di Pescara, armato di pistola a salve, documentando il tutto con un video per dimostrare le falle del sistema di sorveglianza. Il drammatico episodio di due giorni fa, consumatosi davanti al giudice di pace penale, in un'aula piena, prova che in tutti questi mesi nulla è cambiato. Non ci sono controlli e chiunque può introdursi in tribunale e girare per le aule di udienze, le cancellerie e gli uffici gip. Solo per accedere alla Procura è necessario farsi identificare e munirsi di un badge, circostanza che, tuttavia, non garantisce l'incolumità dei magistrati e del personale perché, non essendoci metal detector all'entrata dell'edificio, si corre il rischio che qualcuno possa essere armato. La questione della sicurezza è molto sentita e, infatti, quanto accaduto nella stanza del giudice di pace ha trovato banco su Facebook.
«Mi chiedo perché», scrive l'avvocato Vittorio Iovine, «invece di ridurre il parcheggio agli avvocati (unica misura di sicurezza presa dopo i fatti di Milano), non si dia attuazione a un concreto filtro all'ingresso a mezzo di metal detector». L'avvocato Antonello Salce propone una petizione per «accelerare i tempi per l'adozione di misure di sicurezza quali metal detector nei varchi di accesso al tribunale».
Il presidente dell'Ordine degli avvocati Donato Di Campli spiega che le attrezzature per il controllo sono state reperite già da tempo dalla Conferenza permanente, organismo che si occupa della manutenzione della struttura . «Il tempo», sostiene, «non è passato invano, perché ci sono stati dei passaggi necessari. Non conosco la fase esecutiva, gestita direttamente dalla ditta Aquila». A oggi, però, dei metal detector nemmeno l'ombra. I motivi del ritardo? Probabilmente, «il passaggio di competenze della gestione del tribunale dal Comune al ministero».
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