Palazzo di via Lazio, è emergenza Scatta la commissione Vigilanza

Il presidente Saccone convoca l’assessore pescarese Del Trecco e Forconi, delegato alla Sicurezza Obiettivo: fare il punto sugli inquilini in regola già trasferiti e sulle famiglie abusive da mandare via
MONTESILVANO. Nastro bianco e rosso per interdire l’area, rifiuti in attesa di essere rimossi e un odore acre di fumo. Si presenta così, all’indomani dell’incendio divampato domenica pomeriggio e domato da quattro mezzi dei vigili del fuoco, il locale condominiale al primo piano del palazzone di via Lazio 61. Un rogo, quello che ha mandato parzialmente in fumo una delle tante discariche presenti nei locali comuni dell’edificio, che ha riacceso le polemiche sulle pessime condizioni in cui versa il palazzo, al cui interno sono situati una sessantina di appartamenti del Comune di Pescara. Seppure i legittimi assegnatari delle case popolari siano stati tutti trasferiti altrove negli ultimi mesi, lo stabile ospita tuttora una dozzina di famiglie abusive e alcuni privati. E mentre il sindaco Ottavio De Martinis nei giorni scorsi ha annunciato l’intenzione di sgomberare il palazzo entro la fine dell’anno in corso, e il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5S) ha più volte scritto al ministero dell’Interno per chiedere un intervento, l’opposizione in consiglio comunale ha deciso di portare il tema in commissione Vigilanza. È fissata per giovedì alle 12 una seduta presieduta dal democratico Antonio Saccone alla quale sono stati convocati il consigliere montesilvanese con delega alla sicurezza, Marco Forconi, e l’assessore pescarese alle Politiche della casa, Isabella Del Trecco.
«Il tema era tornato di grande attualità dopo la denuncia dei 5 Stelle», commenta il consigliere del Pd, «così ci è sembrato doveroso convocare i due amministratori per acquisire informazioni più dettagliate sulle intenzioni delle due amministrazioni». Una situazione complessa, quella del condominio di Villa Verrocchio, ormai noto come il “palazzo della vergogna”, dove con il passare degli anni l’inciviltà e l’incuria hanno avuto la meglio, rendendo lo stabile insalubre e pericoloso. A cominciare proprio dall’ingente quantitativo di rifiuti accumulati: nei piazzali, e più volte rimossi dall’amministrazione di Montesilvano dopo ordinanze e diffide cadute nel vuoto; nei locali al primo piano, interessati domenica dalle fiamme; e nei terrazzi all’ultimo piano, dove la situazione peggiora costantemente. E non è neanche la prima volta che le discariche finiscano in fumo: quello dei giorni scorsi è il terzo incendio nel palazzo dopo quelli del 2 gennaio e del 12 maggio.
Giovedì mattina, dunque, Forconi e Del Trecco dovranno illustrare ai consiglieri comunali di Montesilvano i risultati conseguiti finora, come il trasferimento dei 27 inquilini, ma soprattutto le difficoltà ancora presenti dovute non solo alle famiglie abusive, ma alla porzione privata dell’edificio e alla scarsa (a detta dei due Comuni) collaborazione dell’amministrazione di condominio.

