Palazzo sgomberato Ci sono 5 progetti

MONTESILVANO. Nuova assemblea di condominio per i proprietari degli appartamenti del palazzo di via Leopardi che il 18 luglio saranno chiamati ad analizzare cinque proposte di messa in sicurezza dell’...
MONTESILVANO. Nuova assemblea di condominio per i proprietari degli appartamenti del palazzo di via Leopardi che il 18 luglio saranno chiamati ad analizzare cinque proposte di messa in sicurezza dell’edificio. Dopo lo sgombero forzato avvenuto nei giorni scorsi, e la presa di posizione del Comune che ha annunciato l’avvio degli interventi in danno al condominio per via della mancata osservanza dell’ordinanza, a smentire l’Ente e a chiedere qualche giorno in più, è lo stesso amministratore Giuseppe Cellini. In una nota a firma dell’avvocato Giuseppe Failla, legale della società che amministra il condominio, e protocollata a palazzo di città all’indomani dello sgombero, si evidenzia che «il Condominio Riviera 1, grazie all’alacre lavoro svolto dal Comitato di tecnici nominati dall’assemblea svoltasi il 29 maggio e dall’Amministratore Cellini GSA srl, è a un passo dalla scelta di un progetto di messa in sicurezza e di consolidamento del fabbricato, che sarà deliberato e approvato nell’assemblea straordinaria convocata per il 18 luglio, all’interno di una rosa di ben cinque autorevoli progetti, che verranno illustrati nell’assemblea».
Nella comunicazione si sottolinea anche che «nessun intervento di messa in sicurezza poteva essere iniziato prima dell’allontanamento degli ultimi residenti e commercianti presenti nell’edificio (compito che non rientra fra i poteri dell’amministratore)». Per questo l’avvocato, per conto del condominio, ha chiesto al Comune di «rivalutare le proprie posizioni e di consentire all’assemblea di effettuare la propria scelta in merito al progetto di messa in sicurezza, astenendosi dall’intervenire tramite la nomina di un tecnico». Richiesta accolta dal dirigente del Comune Marco Scorrano: «Si prende atto, per la prima volta, della volontà di ottemperare, da parte dell’amministratore di condominio, alle prescrizioni dell’ordinanza, fermo restando che non si condivide l’affermazione che la presenza di persone dell’immobile abbia ostacolato la mera scelta di una possibile proposta di messa in sicurezza da parte dei condomini».(a.l.)

