Palazzo Sirena, bocciato lo stop alla demolizione

Francavilla, il consiglio comunale vota contro la mozione della minoranza Escluso anche il referendum. Luciani: «La legge non ci vieta l’abbattimento»
FRANCAVILLA. La mozione presentata dai quattro esponenti di minoranza del consiglio comunale di Francavilla (Stefano Di Renzo, Daniele D'Amario, Livio Sarchese e Alessandro Mantini), con la quale si chiedeva di sospendere il progetto di demolizione dello storico Palazzo Sirena e l'indizione di un referendum popolare per decidere il suo destino, è stata bocciata con 9 voti contrari, 4 favorevoli e un astenuto.
Astensione di Francesco Todisco (Mca) per la maggioranza, assenti al momento della votazione i consiglieri Cristina Rapino, Tina Di Girolamo (Pd) e Massimo Nunziato (Francavilla con Luciani sindaco).
Alla riunione dell'assise civica hanno partecipato un’ottantina di cittadini, tra questi anche i rappresentanti del comitato Risorgi Sirena e di Italia nostra.
Dunque, il destino di Palazzo Sirena sembra ormai sempre più segnato, con l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Luciani, che già domani in consiglio comunale potrebbe avere il via libera al progetto di demolizione con l'approvazione del bilancio e del Piano delle opere pubbliche, per poi scegliere una delle settanta imprese che hanno risposto alla manifestazione di interesse per i lavori di abbattimento.
Il primo ad intervenire in aula è stato il consigliere di opposizione Stefano Di Renzo, che ha spiegato la motivazione per la quale sono arrivati a chiedere un consiglio comunale ad hoc sull'argomento. «Nel 2014», ha affermato, «vennero spesi 22.900 euro per avere una relazione che ha detto che l'edificio era sano dal punto di vista strutturale. È stato detto che quel palazzo è inutilizzato da trent’anni, ma questo non è vero. È un palazzo che ha una storia, la vita sociale della città si è svolta dentro e fuori da quello stabile. Buttarlo giù è un ragionamento semplicistico che il Sirena non merita».
A rispondere alle critiche è stato lo stesso primo cittadino. «Quello che possiamo fare o non fare», ha fatto presente il sindaco, «lo facciamo dire non a Di Renzo ma alle norme di legge. Ma non mi tiro indietro dalla discussione, voglio approfondirla e lo farò tutte le volte che me lo chiederete. Una volta che il consiglio comunale si sarà espresso, spero che si possa andare avanti accettando il verdetto. Se la Soprintendenza dovesse dirci che non si potrà abbattere, di certo non andremmo avanti con il progetto. Ma senza norme che lo impediscano, siamo noi a dover decidere e qualsiasi decisione scontenterebbe qualcuno».
Sarchese del Movimento 5 Stelle ha ricordato come nel programma di Luciani non fosse prevista la demolizione, ma solo la riqualificazione della piazza e chiesto nuovamente di dare la parola ai cittadini con un referendum. Ha anche evidenziato come ci sia un bando regionale da 5 milioni di euro, con contributo a fondo perduto, al quale si potrebbe partecipare per la riqualificazione del palazzo Sirena.
Luciani invece ha ricordato come il consiglio comunale abbia votato l’anno scorso le Linee programmatiche che già prevedevano la demolizione del Sirena.
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