«Palazzo Sirena da salvare Buttate giù quel resort»
L’ambientalista Zulli contesta l’abbattimento della parte più antica dell’edificio e sollecita la demolizione dello scheletro al confine tra Francavilla e Pescara
FRANCAVILLA AL MARE. «Non credo che abbattere la parte più antica di Palazzo Sirena sia una buona idea. Penso, anzi, che siano altre le costruzioni che si dovrebbero demolire a Francavilla, dal resort al confine con Pescara, alle opere pubbliche e private realizzate in prossimità della spiaggia, il cemento lungo i fossi, tutti fabbricati abusivi privati (mansarde, sottotetti e altro) che offrono una pessima immagine della città». Lo scrittore e ambientalista Bruno Zulli stila un elenco delle brutture della città che andrebbero buttate giù per riqualificare il paesaggio urbano e ripristinare la naturale bellezza della spiaggia.
L'ecologista contesta il progetto del sindaco Antonio Luciani, che è incentrato sulla demolizione della vecchia Sirena ed è finalizzato a rilanciare il centro cittadino, e sottolinea che «a Francavilla ci sarebbe molto da decostruire, ma bisogna anche smettere di cementificare. Cemento opzione zero potrebbe essere una buona idea», dice. «Della Sirena si vuole abbattere la parte costruita dopo la guerra che, pur non essendo una grande opera d'arte, è comunque una palazzina in stile razionalista. Come tale andrebbe preservata e conservata, caso mai ristrutturata e valorizzata come centro culturale polivalente». Per l'ambientalista il vero orrore è la parte più nuova dello storico edificio, «quella costruita negli anni '90: non si capisce da cosa abbiano preso ispirazione e che motivazione progettuale e architettonica abbia e a quale movimento artistico si ispiri. Se si interpellassero i bambini su quell'edificio, domanderebbero perché in quel luogo hanno costruito un carcere».
Sulla querelle Palazzo Sirena interviene anche Francesca Rasetta del movimento "Sì per Francavilla": «Abbiamo apprezzato le immagini diffuse sui social network che testimoniano il bel lavoro effettuato sulla parte nuova, già pronta per essere utilizzata come auditorium ma che, con gli opportuni accorgimenti, e con la disponibilità di spazi ulteriori, potrebbe fungere da vero e proprio teatro e centro polivalente per arti teatrali e cinematografiche. Non possiamo che auspicare che il Comune voglia effettuare le dovute ponderazioni prima di privare per sempre la città del teatro che era stato promesso, anche attraverso una consultazione pubblica, che potrebbe essere la giusta soluzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

