Pale eoliche e pannelli: l’ora dei sindaci

I 32 primi cittadini delle città del vino scrivono a Marsilio e a tre assessori per partecipare alla stesura della nuova mappa
PESCARA. Il Decreto “Aree Idonee” manda in fibrillazione i sindaci abruzzesi delle città del vino. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio scorso, il decreto ordina alle Regioni di tracciare la mappa dei nuovi impianti per le energie rinnovabili.
Pale eoliche e pannelli fotovoltaici dovranno essere localizzati entro 180 giorni. La Regione Abruzzo, che dovrà autorizzare l’installazione di impianti per 2,1 GigaWatt entro il 2030, comincerà ad approntare il piano di zonizzazione a settembre. Ma i primi cittadini vogliono partecipare alla decisione. Per essere ascoltati subito, 32 sindaci delle città del vino hanno quindi scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio e agli assessori Tiziana Magnacca (Attività Produttive), Emanuele Imprudente (Agricoltura) e Roberto Santangelo (Beni e Attività Culturali), saltando a piè pari il consigliere Nicola Campitelli, che in giunta detiene le deleghe specifiche all’Energia e alla Tutela del territorio.
«Noi riteniamo che per la loro intrinseca utilizzazione sono da classificare come aree non idonee quelle che costituiscono la tradizione locale agroalimentare di qualità e nello specifico: 1) le aree aventi un distinguibile valore agricolo in quanto in esse sono praticate, alla data di approvazione degli atti regionali, colture agrarie e arboree pluriennali o di pregio quali “vigneti”, "uliveti", "colture biologiche regolarmente riconosciute”; 2) tutte le aree che sono dei punti panoramici e nei quali non è possibile mitigare l’intervento». Questo è il primo punto imprescindibile per i sindaci abruzzesi di Comuni a vocazione vitivinicola.
Per i pannelli fotovoltaici, primi cittadini chiedono comunque che «il limite massimo di copertura degli impianti non superi il 10% della superficie totale dell'area interessata dall'intervento». E per gli impianti eolici «che le pale garantiscano tra loro una distanza minima di 500 metri che possono ridursi a 250 per il minieolico». Così come la distanza minima da strade comunali e provinciali «dovrà essere non inferiore a 200 metri», mentre «tutte le opere necessarie o connesse, quali cavidotti ed elettrodotti, dovranno essere, per quanto ingegneristicamente possibile, interrati».
I TRENTADUE FIRMATARI.
Angelo Radica, sindaco di Tollo e presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino, Oscar Pezzi (Alanno), Catia Benarrivato ( Arielli), Giulio Borrelli (Atessa), Piergiorgio Ferretti (Atri), Costanza Berardi (Canosa Sannita), Filippo Marinucci (Casalbordino), Matteo Perazzetti (Città Sant’Angelo), Diego Ferrara (Chieti), Paolo D’Amico (Collecorvino), Biagio Massi (Colonnella), Franco Carletta (Controguerra), Dantino Vallese (Corropoli), Nicolino Di Paolo (Crecchio), Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Nicola Labbrozzi (Frisa), Nicola Andreacola (Giuliano Teatino), Renato Mariotti (Loreto Aprutino), Fabio Adezio (Miglianico), Domenico Cianfrone (Mozzagrogna), Marcello Lorenzo Giordano (Nocciano), Andrea Marinucci (Orsogna), Gianluca Braga (commissario prefettizio del Comune di Ortona), Ernesto Graziani (Paglieta), Remo D’Alessandro (Poggiofiorito), Luigi Gizzarelli (Pollutri), Fabio Caravaggio (Rocca San Giovanni), Antonio Masciarelli (San Martino sulla Marrucina), Riziero Zaccagnini (Tocco da Casauria), Anna Ciammariconi (Torano Nuovo), Nino di Fonso (Torino di Sangro) e Carmine Presutti (Vittorito).
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