Pale eoliche e pannelli solari: entro il 15 i report dei sindaci

7 Settembre 2024

Per la fine del 2024 la Regione deve mappare decine di nuovi impianti in tutto il territorio

PESCARA. «Vi chiediamo di inviare alla Regione segnalazioni di indicazioni, contributi e documenti entro il 15 settembre 2024». Firmato: Anci Abruzzo.
Per 305 sindaci è partita la corsa contro il tempo. I primi cittadini abruzzesi infatti sono stati chiamati a raccolta dalla loro associazione con l’obiettivo di mettere il Dipartimento regionale Territorio e Ambiente, diretto da Pierpaolo Pescara, nelle condizioni migliori per avviare l’iter di localizzazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici sul territorio abruzzese.
IL MINISTRO.
La mappa delle fonti energetiche alternative è la prima tappa di una delle operazioni territoriali più complesse cui la Regione è stata chiamata a fare fronte nel giro di 180 giorni, cominciati dal 2 luglio scorso con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto promosso dal Ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
La nuova norma infatti delega alle Regioni la definizione delle aree idonee per gli impianti di energie rinnovabili, dando lo stop a un possibile effetto giungla. Sarà il grande business dei prossimi anni, da oggi al 2030. Ma, per la fine del 2024, dovrà prima completarsi lo studio delle localizzazioni che, come si diceva, è la prima tappa di una operazione che vedrà spuntare in Abruzzo decine di nuove pale eoliche, su terra oppure in mare, oltre che chilometri di pannelli solari.
IL TEMPO STRINGE.
Ai 305 sindaci resta solo una settimana di tempo per fornire la loro preziosa collaborazione alla Regione che, a sua volta, dovrà permettere ai Comuni di dotarsi di una norma certa per autorizzare l’installazione di impianti di energia alternativa in grado produrre, entro il 2030, la bellezza di 2.092 megawatt. I Comuni sono in fermento. All’iniziativa del presidente e del direttore dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto e Massimo Luciani, già se ne aggiungono altre, come la riunione dei sindaci dell’Alto Vastese, convocata per lunedì 9 settembre a Gissi, oppure il manifesto che le 31 Città abruzzesi del Vino, presiedute da Angelo Radica, primo cittadino di Tollo, hanno inviato al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio. Ma torniamo alla richiesta che la Regione, attraverso anche il consigliere delegato all’Ambiente, Nicola Campitelli, ha fatto recapitare ai sindaci abruzzesi.
AGRICOLTURA SALVA.
Abbiamo letto il documento che comincia con una premessa sostanziale: «Il contesto, rispetto ai primi intenti e interlocuzioni, è cambiato a seguito dell’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Lollobrigida”, recentemente convertito in Legge, che, per quanto attiene al nostro interesse, ha di fatto escluso la possibilità che le aree classificate come agricole nei piani regolatori comunali possano essere utilizzate per l’installazione di impianti fotovoltaici». E questo già esclude un’ampia porzione del territorio regionale.
LE LINEE GUIDA.
Quali devono essere, dunque, «le superfici e le aree idonee, in cui è previsto un iter autorizzatorio accelerato e agevolato, e le aree non idonee, cioè quelle con caratteristiche che le rendono incompatibili con l’installazione di specifiche tipologie di impianti?».
Il Dipartimento Territorio e Ambiente dà le linee guida ai sindaci. E il Centro è in grado di pubblicarle.
«Sono considerate idonee le seguenti aree: i siti ove sono già installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica, anche sostanziale, per rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione, eventualmente abbinati a sistemi di accumulo, che non comportino una variazione dell'area occupata superiore al 20 per cento; le aree dei siti oggetto di bonifica; le cave e le miniere ripristinate cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale, o le porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento».
FERROVIE E AEROPORTI.
E ancora: «I siti e gli impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali; i siti e gli impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all'interno dei sedimi aeroportuali, ferme restando le necessarie verifiche tecniche da parte dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac)».
INDUSTRIE E AUTOSTRADE.
E poi, esclusivamente per gli impianti fotovoltaici e per gli impianti di produzione di biometano, in assenza di vincoli culturali e paesaggistici, sono idonee: «Le aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti, nonché le aree classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di cinquecento metri dal medesimo impianto o stabilimento; e infine le aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a trecento metri».
La parola passa ai 305 sindaci d’Abruzzo.
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