Palestra in casa, cucina e smart working E in serata burraco e cinema in tv

L'AQUILA. È un'altra vita. Una sorta di rivoluzione copernicana, con spazi e tempi diversi, nella permanenza forzata in casa. Il coronavirus ha imposto paletti e restrizioni, ma ha accentuato il...
L'AQUILA. È un'altra vita. Una sorta di rivoluzione copernicana, con spazi e tempi diversi, nella permanenza forzata in casa. Il coronavirus ha imposto paletti e restrizioni, ma ha accentuato il senso della famiglia. Quella vera e autentica. Come per Roberta Gargano e Valter Aloisi, lei addetto stampa del Teatro stabile d’Abruzzo, donna energica e poliedrica, lui affermato dentista.
Con loro, da quando è scattata la quarantena, condividono l'abitazione in pieno centro storico, all'Aquila, i figli, Cecilia, 25 anni, pronta per la laurea ad aprile alla Cattolica di Milano, e Gianlorenzo, 21 anni, studente di Economia alla Sapienza di Roma. La giornata è scandita da ritmi precisi e serrati: sveglia all'alba, studio e lavoro in modalità smart working, fitness nella palestra improvvisata, turni per la spesa e, ogni sera, il rituale del torneo di burraco. In palio, la pulizia della cucina.
ORE 7. Suona la sveglia e iniziano le grandi manovre. «Valter mi porta il caffè a letto, il primo gesto di normalità e di affetto». Piccole attenzioni che il virus non ha scalfito. «Poi, parte la giornata», racconta Roberta Gargano. Alle 8.30 colazione pronta per i ragazzi, doccia e cura del corpo «senza rinunciare a nulla, anche se con abiti comodi e confortevoli e trucco e parrucco semplificato. Tutto fai da te».
ORE 10. La mattinata scorre veloce. «Ognuno si è ritagliato un suo spazio», dice Gargano, «Gianlorenzo si dedica allo studio, sta preparando un esame. Cecilia approfondisce in vista della tesi. Dovrebbe laurearsi a fine aprile, sta aspettando indicazioni dall'Università. Quando tutto questo trambusto sarà passato, faranno una proclamazione corale con una gran festa».
E, poi, c'è Valter che, con gli studi dentistici dell'Aquila e Avezzano chiusi, non abbandona i suoi pazienti. «Li segue telefonicamente», spiega Roberta, che lavora in modalità smart working nel suo studio all'ultimo piano. L'angolo più riservato della casa, immersa nei libri.
«Il mio fortino», lo definisce Gargano, «come Tsa stiamo riprogrammando l'attività cercando di coinvolgere il pubblico in nuovi progetti, che partiranno quando l'emergenza sarà finita. Il teatro e la cultura sono tra i settori più colpiti».
ORE 12. In cucina. «La novità della quarantena è che mi ha costretta a cucinare. Di solito non ho tempo di farlo, né grandi capacità, tranne che pochi, semplici piatti», racconta. Al telefono con mamma Cristina, Roberta si trasforma in cuoca provetta. In pochi giorni ha sfornato baccalà, patate, pinoli, uvetta e olive «che mio marito ha definito piatto da ristornate gourmet», ragù a fuoco lento «che prima facevo solo di domenica, non essendo quasi mai in casa», e poi tante ricette caserecce. «Fatta eccezione per i dolci. Sono proprio negata...».
ORE 13. Tutti a tavola! Di solito in casa Gargano-Aloisi non si pranza prima delle 14 «ma il figlio maschio, in tempo di quarantena, reclama orari in stile europeo e meno americano», dice Roberta. E la famiglia sembra apprezzare.
ORE 17. Studio e lavoro, «con frequenti puntatine alla dispensa», ammette Gargano che ha attrezzato una palestra in un angolo della studio per tenersi in forma. E via a cyclette e tapis roulant. «Valter è uno sportivo di lungo corso», sottolinea, «si è dovuto adattare a fare gli allenamenti in casa. Io e mia figlia seguiamo i tutorial su Youtube. Risultato? I muscoli facciali sono i più allenati... Ci concediamo anche momenti di sport all'aperto, facendo su e già per le scale del terrazzo!». Il pomeriggio trascorre anche in chat con gli amici. Di rado si esce a fare la spesa, «che portiamo anche agli anziani, rigorosamente in mascherina, lasciandola dietro la porta. Mio padre il primo giorno mi ha detto: qua stiamo tutti bene, non ti preoccupare. Non ti contagiamo».
ORE 19. Parte il torneo familiare di burraco, in cucina e a coppie: Roberta a Gianlorenzo sfidano Valter e Cecilia. «Ogni sera mettiamo in palio chi apparecchierà la tavola o sistemerà la cucina dopo cena». Poi, di nuovo ai fornelli «con l'aiuto di mio figlio, che si diletta a cucinare». Alle 20 cena e tg «per fare il punto sul resoconto della giornata».
ORE 21.30. È il momento del film «con grandi discussioni sulla scelta», sostiene Gargano, «a mio marito piacciono i film d'azione, io e mia figlia siamo per il genere impegnato. Gianlorenzo si tira fuori e preferisce trascorrere le serate a giocare online con gli amici.
MEZZANOTTE. Tutti a nanna. «È il tempo della preghiera e della riflessione pacata e intima», spiega Gargano, «l'ultimo baluardo, per chi crede, in giorni difficili, che ci stanno temprando. Come già accaduto, a noi aquilani, dopo il sisma. Una ritrovata forza e serenità, pur nell'emergenza».
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