Palestre, piscine e teatri: la riapertura si allontana

Il governo sceglie la linea della prudenza: anche i cinema resteranno chiusi
La linea del nuovo governo resta improntata alla cautela e così per sport, cinema e teatri si va verso un nuovo slittamento delle riaperture. L’incubo varianti spaventa e nonostante gli appelli da più parti a dare respiro a settori messi in ginocchio dalla pandemia, per ora non sembrano esserci margini. Si allontana la possibilità di allentare i divieti. L’ulteriore conferma è arrivata dalle parole del ministro della Salute Roberto Speranza pronunciate al Senato, annunciando che il governo, sulla base dei dati scientifici, non può alleggerire le misure di contenimento del virus.
IL CONFRONTO
Il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, ha espresso il desiderio affinché l’Italia sia la prima a riaprire teatri e cinema. Un’operazione che va fatta in sicurezza. E così che ha chiesto un incontro urgente al Comitato tecnico scientifico per proporre misure di sicurezza integrative su cui stanno lavorando le organizzazioni di categoria. Si parla di biglietti nominativi, tracciabilità delle persone e mascherine Ffp2, regole severe per fare di questi luoghi della cultura mete di cui poter fruire in sicurezza.
L’atteso incontro si è tenuto nella giornata di ieri: il ministro è stato ascoltato per circa un’ora e mezza dal Comitato tecnico scientifico presso la Presidenza del Consiglio. Franceschini ha discusso i protocolli integrativi di sicurezza elaborati dalle direzioni generali del Mibact sulla base dei documenti forniti dalle associazioni di categoria del cinema, dello spettacolo dal vivo e dalle istituzioni museali, per individuare tempi e modalità per riaprire cinema, teatri e sale da concerto, oltre che estendere le aperture dei musei e delle mostre d’arte anche nei fine settimana e nei giorni festivi. Il Comitato tecnico scientifico si è riservato di valutare le proposte avanzate dal ministro anche al fine di dare precise indicazioni in vista prossimo Dpcm.
REGOLE SEVERE
In Senato, però, Speranza ha già annunciato che il prossimo decreto, valido dal 6 marzo al 6 aprile e che comprenderà di conseguenza anche la giornata di Pasqua (che cade il 4 aprile) sarà ispirato alla linea «del massimo rigore». D’altronde la situazione epidemiologica resta particolarmente grave, anche nello stesso Abruzzo, dove il numero dei casi e delle vittime continua ad essere molto alto.
GLI APPELLI
Ma intanto gli appelli si susseguono. Una lettera è stata indirizzata al ministro dei Beni culturali, prima firma del presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato Riccardo Nencini e sottoscritta in modo trasversale da molti membri della commissione a Palazzo Madama, per pianificare la riapertura. Inoltre diversi teatri abruzzesi, come ad esempio il Marrucino di Chieti, lunedì hanno aderito all'iniziativa “Facciamo luce sul teatro!” dell’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo (Unita), illuminando le strutture per lanciare un messaggio al Governo affinché si torni a parlare di teatro e di spettacoli dal vivo con l'obiettivo di programmare una riapertura in sicurezza.
PALESTRE E PISCINE
L’imperativo è prudenza anche per quanto riguarda lo sport. La richiesta di un parere sulla ripartenza delle attività sportive era stata presentata al Comitato tecnico scientifico dal ministero dello Sport. La risposta degli esperti è stata chiara: le palestre e le piscine potranno riaprire solo nel momento in cui si presenteranno numeri di contagio da cinquanta persone per centomila abitanti.
Parametri molto bassi che equivalgono a quelli da fascia bianca, un colore che appare molto lontano in questo momento. Di conseguenza non c’è modo per pensare ad un via libera.
BAR E RISTORANTI
Resta dibattuto il tema anche sulle attività di bar e ristoranti. Nell’Abruzzo diviso tra zona arancione e rossa si continua a lavorare solo con consegne a domicilio e asporto. Ma nel più ampio panorama italiano e per le regioni gialle si discute dell’eventuale apertura dei locali dopo le ore 18. Al momento, però, anche questa ipotesi sembra essere azzardata, a maggior ragione dopo le parole del ministro Speranza.
SPOSTAMENTI
Nel frattempo è già stato prorogato fino al 27 marzo prossimo il divieto di spostamenti tra regioni, anche tra quelle che sono classificate gialle. Il Consiglio dei ministri dei giorni scorsi ha approvato il decreto legge con le nuove misure per il contenimento della pandemia. In area rossa sono consentiti esclusivamente gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, anche verso un’altra regione. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non è più permesso spostarsi tra le ore 5 e le 22 verso un’abitazione privata situata nello stesso Comune, al contrario di quanto avviene in zona arancione.
Questo è quanto disposto ad ulteriore conferma della linea della prudenza, con nuove limitazioni in zona rossa e che valgono quindi per le province di Chieti e Pescara. Ma in alta fascia di rischio finiscono da oggi anche i cinque Comuni dell’Aquilano - Ateleta, Roccacasale, Cansano, Campo di Giove e Ortona dei Marsi - dove, complici le varianti, i contagi sono in aumento. Con l’ordinanza del governatore Marco Marsilio non si può né entrare né uscire da questi paesi se non per motivi di necessità, salute o lavoro.
SECONDE CASE
Secondo quanto definito all'interno del decreto e dalle ordinanze locali firmate dai presidenti delle Regioni e dai sindaci, le norme per regolamentare l’accesso ad abitazioni in cui non si è residenti cambiano per gli italiani. A fungere da elemento di valutazione per la definizione di tali limitazioni è la fascia di colore attribuita al luogo in cui si vive. Chi vive in fascia arancione può andare nelle seconde case anche se si trovano fuori regione, non è invece consentito in rosso.

