Palestre scolastiche: sport di base a rischio sfratto

22 Giugno 2020

Il grido d’allarme della Fipav in vista della riapertura dell’attività a settembre

PESCARA. Grane all’orizzonte per tutte quelle discipline che abitualmente usufruiscono delle palestre scolastiche per l’attività di base. Alla riapertura dell’anno scolastico, infatti, potrebbero esserci problemi nel concedere l’utilizzo pomeridiano dei locali alle società. Il rischio è di trovare le porte chiuse. L’autonomia e la discrezionalità riservata ai dirigenti e ai consigli d’istituto sulla concessione potrebbero essere un ostacolo, a maggior ragione se non verranno sollevati da ogni responsabilità penale. Ecco perché la federazione pallavolo ha lanciato il grido di allarme: «A settembre potremmo ritrovarci fuori dai cancelli», sostiene Fabio Di Camillo, presidente del comitato regionale Fipav. «Per noi l’utilizzo delle palestre scolastiche è condizione assolutamente indispensabile per poter svolgere l’attività».
PROBLEMA NAZIONALE. In questi giorni, la Fipav, raccogliendo le istanze che arrivano dalle oltre 4.200 società presenti sul territorio italiano si sta facendo carico di portare il tema all’attenzione dei ministri della Pubblica Istruzione, dello Sport e della Salute. «Tutto questo è riportato in due documenti stilati dalle Consulte dei presidenti territoriali e regionali che riassumono i termini del problema e le possibili soluzioni legislative a livello nazionale», aggiunge Di Camillo. «Purtroppo, la sensazione è che il groviglio normativo che regola l’attribuzione e la disponibilità delle palestre scolastiche, unito alle oggettive difficoltà derivanti dalle norme anti Covid, stiano creando i presupposti per un ingorgo burocratico/amministrativo che rischia di far naufragare la prossima stagione agonistica 2020/21».
Da qui la proposta: «Dapprima i dirigenti scolastici vanno sollevati da ogni responsabilità penale, ammesso che possano esserci. E poi mi appello all’ufficio regionale scolastico affinché solleciti i dirigenti a concedere l’utilizzo delle palestre alle nostre società. Accanto alla doverosa attenzione e preminenza per la salvaguardia della salute, la Fipav vuole essere parte diligente per cercare di creare le condizioni perché si eviti questa paralisi».
Il come è presto detto: «Ci rendiamo conto delle problematiche e ci rendiamo disponibili a partecipare alle spese necessarie per la sanificazione degli ambienti».
IN ABRUZZO. Il comitato regionale e i due comitati territoriali della Fipav hanno coinvolto Enzo Imbastaro, presidente del Coni Abruzzo, perché, come massima espressione dello sport regionale, convochi un tavolo con gli assessori regionali alla pubblica istruzione, allo sport, alla sanità e il direttore del Miur Usra Abruzzo, Antonella Tozza, perché vengano affrontate le problematiche e trovate le soluzioni più idonee per facilitare la ripresa. «In particolare si chiederà al direttore dell’Ufficio scolastico regionale un impegno per delimitare gli utilizzi temporali delle palestre da parte delle scuole e si inviti le stesse a dare la disponibilità all’utilizzo delle società sportive nelle restanti ore, pomeridiane e serali», argomenta Fabio Di Camillo. «Sarà fondamentale infatti definire con chiarezza quali saranno le ore extra curriculari in cui le palestre saranno a disposizione delle società sportive».
Ovviamente il coinvolgimento del Coni è doveroso perché le società che utilizzano le palestre perché non sono solo della pallavolo, ma anche di altri sport come la pallacanestro, la pallamano e il calcetto.
Tornando alla pallavolo, la Fipav ha adottato una serie di protocolli a carico delle società per un corretto utilizzo degli impianti in chiave anti Covid che i referenti regionali presenteranno agli organi politici della Regione, in cui accanto alle norme di sanificazione e distanziamento spicca anche una apposita polizza di responsabilità civile per danni da coronavirus che tutela sia i presidenti delle società che gli stessi dirigenti scolastici che daranno la disponibilità all’utilizzo delle palestre.
«Voglio rimarcare come la pallavolo a livello regionale coinvolge 94 società in tutte le province; oltre 800 dirigenti, 350 allenatori, 140 arbitri, 7.000 tesserati, di cui oltre 5.000 donne. È doveroso sottolineare», aggiunge Di Camillo, «come la pallavolo sia di gran lunga lo sport al femminile con il maggior numero di praticanti». A questo esercito di tesserati va aggiunto un numero altrettanto significativo di bambini e praticanti che sono fuori dal tesseramento federale e che giocano a pallavolo come valida attività motoria.
Sono numeri importanti ed è per questo che i vertici regionali della federazione avvertono il peso di questa responsabilità e si batteranno perché il tavolo della politica che vogliono convocare dimostri attenzione, capacità di ascolto e faccia interventi concreti che risolvano i problemi sul tappeto.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA