Palloncini e commozione: «Maestra, ci abbracciamo?»

25 Settembre 2020

Insegnanti emozionati dopo aver ritrovato i loro alunni, ma niente contatti Mascherine sui banchi della Mazzini. Le studentesse: «Abbiamo il batticuore»

PESCARA. «Maestra, ci possiamo abbracciare?». «Maestra, mi accarezzi i capelli?». Come se il tempo si fosse fermato e il Covid non fosse mai esistito, i bambini delle elementari e medie ieri mattina sono rientrati a scuola col desiderio di cercare la carezza di quella maestra che ricorda mamma, di rivedere e farsi coccolare dagli insegnanti del cuore, di stare insieme ai compagnucci che in questi sette mesi, allo scoccare del lockdown, hanno incontrato solo virtualmente studiando insieme da remoto, di tornare a quelle piccole abitudini socializzanti come mettere insieme i tavolini e inventarsi un pic nic in aula.
Abitudini a cui, invece, hanno dovuto rinunciare facendo, ieri, la ricreazione in solitudine, ognuno inchiodato al proprio banco con i telefonini rigorosamente spenti. A qualche insegnante è scappata la lacrimuccia, dopo l'ingresso degli alunni in aula. Li hanno accolti a braccia aperte, con i palloncini di benvenuto come alla primaria Bosco di via del Santuario, nelle aule rinnovate, isolate e perfettamente igienizzate. Sui banchi distanziati, alla Mazzini, è stata deposta la mascherina bianca governativa (non ancora disponibile in tutte le scuole) che i piccoli hanno ricevuto in dono, presa e infilata nello zaino. La campanella è suonata alle 8 e alle 13 circa, in entrata e uscita i piccoli alunni hanno sciamato da ingressi diversificati. I genitori si sono riversati ai cancelli delle scuole, provocando assembramenti durante le attese.
Alla Mazzini di via Regina Margherita, alle 12,30 gli studenti erano già in strada, tra le braccia di mamma e papà. «Siamo tutti un po' spaventati per il rischio di una nuova chiusura, ma tornare a scuola per i nostri figli significa anche socialità, la didattica a distanza non basta», commentano Simona, Antonella, Milena e Annarita, mamme di Ludovica, Giulia, Giada e Ginevra. Le studentesse di I C raccontano il loro primo giorno in classe: «Avevamo il batticuore», rivelano le ragazzine, «sul banco abbiamo trovato la mascherina e i docenti ci hanno parlato dei comportamenti corretti, a cominciare dall'abbigliamento: niente hot pants, pochi strappi sui jeans e non si possono usare i gessetti per scrivere sulla lavagna». Una delle mamme mostra la mascherina sigillata dentro una bustina di plastica. Il gruppo ha poi ringraziato la preside, Elena Marullo, perché «è stata veramente brava nell'organizzazione dei nuovi spazi, non ha lasciato nulla al caso». Il compito più faticoso, nei giorni scorsi, lo hanno svolto i genitori. «Da una settimana sono alle prese con l'etichettatura di ogni singolo materiale didattico, gomma, matita, quaderno, righello, libri, colla, sto impazzendo», lamenta Marianna Di Fabio, mamma di Gaia, prima elementare alla Illuminati. La piccola rivela di non aver dormito la notte scorsa. Troppa ansia. Mentre il fratello di 13 anni, Giorgio Chessari, tira fuori dallo zaino una busta di plastica e dentro ci sono «i rifiuti prodotti a scuola che bisogna riportarsi a casa. Dobbiamo rispettare più regole di prima, anche se il tempo pare essersi fermato oggi col ritorno in classe».
Alle 13,30 alla primaria Bosco una folla di genitori preme sui cancelli. Emilia Marchitto, rappresentante della 2ª C e madre di tre bimbi di 7,8 e 9 anni, dice: «Abbiamo pianto e non solo per l'emozione. Per etichettare matite e quaderni ho dovuto chiamare i rinforzi. E poi il paradosso: tante regole a scuola e tutti liberi al mare, parco, feste e attività sportive». Confermano le amiche, Lucia Dragone e Grazia Panaccio. Eleonora Di Rocco e Annarita Grilli, corrono ad abbracciare Rebecca Maria ed Elena e si dicono «stremate dalla preparazione dei kit da infilare negli zaini, con salviette, gel sanificante, buste di plastica per proteggere le mascherine e i grembiuli da lavare ogni giorno. Ma siamo fiduciose». «Per nulla preoccupate» sono le piccole Alicia Lua e Sofia, che volano tra le braccia di mamma Cristina Camplone e Yasmine Pereira con i sanificanti in mano.
«Sì, la lacrimuccia è scesa», ammettono le maestre Anna De Acetis, Antonella Giacintucci, Adele Di Maio e Maria Carla Troilo, che plaudono al lavoro organizzativo della preside Elisa Giansante: «Rivedere i bimbi è stata un’emozione grandissima, ma hanno rispettato tutte le regole e i genitori, preventivamente informati, sapevano cosa mettere nella cartella. La sofferenza dei piccoli è stata non poterci, e non potersi, abbracciare. Una bimba ci ha chiesto se potevamo accarezzarle i capelli. Abbiamo risposto: non si può, ma i vostri occhi ci parlano e ci trasmettono tutte le vostre emozioni».
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