Paolucci: su psicoterapia la Asl trovi una soluzione

L’assessore regionale alla Sanità e il presidente della commissione salute Olivieri indirizzano una dura nota a Mancini: «Le esigenze dei cittadini sono prioritarie»
PESCARA. Psicoterapia, la Regione chiede ufficialmente ai vertici Asl di intervenire sul caso dei venti pazienti del Centro di salute mentale del distretto sanitario Pescara nord, senza cure da dicembre.
L'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e il presidente della commissione salute della Regione Abruzzo Mario Olivieri ieri pomeriggio hanno inviato una "nota forte" al direttore generale della Asl Armando Mancini con una richiesta precisa: «Ripristinare gli assetti organizzativi che consentano il maggior numero di prestazioni possibili, (attualmente una al giorno invece di 4, ndc), tenuto conto che il nostro obiettivo è mettere al centro cittadino o utente, paziente e famiglie, e fare luce sulle eventuali forzature nelle prenotazioni delle sedute di psicoterapia».
Allegata una raccomandazione: fare presto, perché «da troppo tempo non si trovano soluzioni» al caso. La nota, protocollata dagli uffici regionali, è partita dopo l'incontro, avvenuto nella sede dell'assessorato di via Conte di Ruvo e durato due ore e mezzo, che Paolucci e Olivieri hanno avuto con Claudio Ferrante.
Il presidente di Carrozzine Determinate (era presente anche la segretaria dell'associazione Vanessa Oppo) si è presentato alla riunione con le catene al collo «simbolo», ha spiegato, «di una protesta che ci sarà se non otterremo le risposte giuste in tempi strettissimi, l'unica via possibile per tutelare la salute dei pazienti che sono allo stremo delle forze senza le terapie».
Ferrante, che dà voce alla protesta degli utenti che già si sono rivolti alla magistratura e hanno chiesto l'intervento dei carabinieri del Nas, ha portato in visione ai due rappresentanti delle istituzioni, fascicoli, foto, lettere, appelli, articoli di giornali e documenti, che rappresentano la disperazione di persone che non ricevono da più di tre mesi la continuità delle cure.
E ha tolto le catene dal collo solo quando ha ottenuto rassicurazioni: «La riunione si è svolta con rispetto e cordialità e ringraziamo Paolucci e Olivieri per essersi schierati al fianco di Carrozzine e quindi dei pazienti di psicoterapia, che, come associazione rappresentiamo. Ci aspettiamo che mantengano ciò che ci hanno promesso, ossia l'applicazione della disposizione dell'8 febbraio scorso del capo Dipartimento del Centro di salute mentale Sabatino Trotta che impone alla dottoressa Maria Assunta Ceccagnoli, responsabile Urp-Cup, di ripristinare le sedute di psicoterapia sospese ai primi di gennaio», su volontà del direttore del Csm Pescara nord Marilisa Amorosi. L'appello di Paolucci e Olivieri arriva dopo quello di Trotta. Ma anche dopo quello, dei giorni scorsi, del direttore sanitario Valterio Fortunato. Entrambi gli appelli sono rimasti inascoltati.
Accadrà una terza volta? Ferrante, che sostiene sia «inaccettabile e vergognoso il silenzio su questa vicenda da parte del manager Asl», pensa che dopo questo incontro la «battaglia possa ritenersi vinta perché se non venisse applicata la disposizione Trotta, chiederemo le dimissioni di Mancini: indosseremo di nuovo le catene e ci vestiremo da fantasmi per dare vita alla protesta degli invisibili».
Entro giovedì, si dovrebbe svolgere l'audizione, (che con l'incontro chiarificatore di ieri ha rischiato di saltare) in V commissione sanità, di Mancini, Fortunato, Amorosi, Ceccagnoli, Trotta e Ferrante, convocati da Olivieri nei giorni scorsi per capire nei dettagli le ragioni, finora inspiegabili, per cui i pazienti di psicoterapia hanno dovuto rinunciare alle sedute settimanali delle cure mentre la lista di attesa delle prenotazioni continua ad allungarsi, fino al 26 giugno 2017 con punte fino a marzo 2018.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

