Paracadutati in arrivo, settimana decisiva

I prossimi giorni determinanti per stabilire la mappa esatta delle elezioni del 25 settembre, possibili esclusioni eccellenti
L’AQUILA. Parte la settimana decisiva. La settimana dei paracadutati. I prossimi giorni, da oggi al 20 agosto, saranno decisivi per stabilire la mappa delle elezioni. Si capirà in modo chiaro chi, tra i politici abruzzesi, avrà la certezza di staccare il biglietto per Roma e chi, invece, dovrà accontentarsi del premio di consolazione. Che potrebbero essere le Regionali 2024. E, a conti fatti, se si considera che saranno 144 i candidati, e di questi solo 13 andranno a Roma, la “compagnia” del “ritenta” avrà 131 nomi. Ma, nella realtà, il numero è ben più alto, perché va aggiunta la quota certa dei paracadutati, fenomeno che permette alla politica di eleggere in altre regioni quei personaggi vicini ai leader e che, a questo giro, non risparmia nessuno, neppure i 5 Stelle. Alla vigilia della settimana chiave – che si chiude domenica con la presentazione delle liste in Corte d’Appello – proviamo a disegnare il quadro.
fratelli d’italia
Sono 5 o 6 i seggi che il Rosatellum già da ora assegna ai meloniani abruzzesi, ma di questi posti eleggibili soltanto tre parleranno abruzzese: Etelwardo Sigismondi, capolista al proporzionale Senato; Guido Quintino Liris, al collegio uninominale Camera, e Guerino Testa, che verrà piazzato al terzo posto della lista proporzionale Camera perché, attraverso la tecnica del “cuscinetto”, al secondo, che tocca per legge a una donna, finirà una meloniana paracadutata da un’altra regione che, però, ha un posto già certo e blindato in un uninominale della sua zona elettorale, per la quale, alla fine, opterà facendo scattare l’elezione del terzo, cioè Testa. Il nome sarebbe quello di Daniela Santanchè. Se però si conta il numero dei paracadutati veri e propri di FdI, allora si può ipotizzare anche che ce ne sia almeno un altro, ma solo perché il quinto posto certo andrebbe a un teramano. E se FdI, alla fine, non restituirà il seggio in più a Forza Italia, diventeranno tre.
Lega
Il Carroccio abruzzese è afflitto da sindrome di affollamento, più che normale in una tornata in cui il numero di eletti si riduce da 21 a 13. E di questi posti blindati solo tre alla fine toccheranno alla Lega: uno va a Luigi D’Eramo, capolista al proporzionale Camera; il secondo a un extra-abruzzese, il senatore uscente Alberto Bagnai, blindato da Salvini. Ma per il terzo posto, il collegio Chieti uninominale Camera, c’è la fila. Almeno 8 i contendenti, e tra questi i leghisti teatini dicono di vantare diritto di prelazione. Non sarà facile per D’Eramo sbrogliare la matassa. Potrebbe passare la palla a Salvini.
forza itaLia
In Forza Italia si è alle prese con una sfida a 4 per la poltrona da capolista al proporzionale Camera, visto che l’altro posto all’uninominale Camera è per ora sfumato. I protagonisti sono Nazario Pagano, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e Antonio Martino, tutti contro tutti.
partito democratico
Nel Pd non si vedono paracadutati all’orizzonte perché i posti certi sono 2, per altrettanti insostituibili: Luciano D’Alfonso e Michele Fina. All’uninominale Camera L’Aquila-Teramo accetta la candidatura l’aquilana Rita Innocenzi che lascia gli incarichi in Cgil. Le liste saranno piene di comparse, gente anche di spessore del mondo sindacale, della cultura e delle amministrazioni, che sfrutteranno l’occasione, magari per le Regionali.
mOvimento 5 stelle
M5S può contare su un solo posto, il 13°, col rischio di un paracadutista a 5 stelle, pescato tra i 12 aspiranti deputati e i 6 aspiranti senatori dell’elenco che l’ex premier Conte ha già selezionato, che potrebbe scalzare il nome abruzzese scelto con le parlamentarie di domani (vedi articolo in basso). La lista blindata la voteranno gli stessi iscritti.
italia viva-azione
E gli altri partiti in corsa? Nessuno può ambire a posti in Parlamento, tranne uno: Iv-Azione, che in Abruzzo si pronuncia Sottanelli-D’Alessandro. Ma per sfilare la poltrona al M5S servono due miracoli. Il primo è un risultato alto, oltre il 10-11%. Il secondo è che Sottanelli e D’Alessandro la smettano di litigarsi il posto da capolista al proporzionale Camera. Carlo Costantini, l’ex sindaco di San Giovanni Teatino, ora di Azione, ideatore della Grande Pescara, ha alte possibilità di fare il capolista al proporzionale Senato se i due big non si accordano, e il primo perde la sfida per chi fa il capolista al proporzionale Camera. Sottanelli non si candiderà per un posto solo di presenza. Stessa cosa a parti invertite: D’Alessandro ha già avvisato Renzi. Infine, il giovane vicesindaco di Chieti Paolo De Cesare, dopo la sua candidatura depennata dal Pd, si è affrettato a scrivere su Fb: «Sono io che ho deciso di non candidarmi più». Anche perché il suo nome era stato fatto da Sottanelli, quindi da Azione, ma dopo la rottura Calenda-Pd sarebbe stato poco conveniente sia per i Dem, sia per il vice del sindaco Ferrara scendere in campo con la squadra di Fina. Poco conveniente e anche rischioso viste le simpatie berlusconiane, compatibili forse per Azione, ma imbarazzanti nel caso di opzione Pd.

