Parco Caracciolo rivive per una sera

A Penne convegno-evento sul recupero del giardino di origine Seicentesca
PENNE. Ci sono posti magici, luoghi incantati e troppo spesso lasciati nell’assoluto dimenticatoio da istituzioni e cittadini. A Penne, ad esempio, nel cuore del centro storico, c’è Bosco Caracciolo. Ai piedi del Monte Sacro pennese, sul versante occidentale di Colle Duomo, il Parco Caracciolo-De Simone è stato lasciato in un totale stato di abbandono. La vegetazione spontanea ha quasi completamente ricoperto il parco, un tempo gioiello botanico e artistico della terra vestina.
Ma questa sera, dalle 19, l’antico e prestigioso giardino di origine seicentesca fino agli anni Sessanta, che è stato giardino privato dei Principi Caracciolo, tornerà a vivere grazie al convegno-evento «Parco Caracciolo: recupero di un bene ambientale ed architettonico», promosso dall’Università della Liberetà “Nicola Perotti”, da Fai (Fondo Ambiente Italiano) e dall’associazione Italia Nostra.
La serata di festa, dopo gli interventi di importanti paesaggisti e i saluti istituzionali di rito, proseguirà tra arte e musica grazie all’associazione Inangolo a cura di Francesco Di Bernardo, Francesco Toppeta e Alessandro Rietti.
Caratterizzato da balconate che offrono mirabili vedute del Gran Sasso, il parco, rimesso in piedi in tempo record da un gruppo di cittadini e giovani volontari appartenenti alle associazioni Fai, Italia Nostra e coordinamento nazionale Alberi e paesaggio, tornerà questa sera a mostrarsi nel suo splendore originale, come forse non è mai successo negli ultimi anni. Tutti i giovani volontari delle associazioni coinvolte nell'iniziativa, in due giorni di intenso lavoro con rastrelli e forbici, hanno fatto di tutto per riportare la vegetazione del bosco Caracciolo in una condizione accettabile. Uno tra i più belli e prestigiosi di tutto il centro- sud, Parco Caracciolo, custodiva un tempo al suo interno una vegetazione boschiva fitta e rara per il territorio. I volontari, sotto la supervisione di esperti, sono comunque riusciti nell’impresa di ripristinare alcuni dei sentieri più importanti che percorrevano il bosco, hanno estirpato le erbacce infestanti ed hanno rimosso tutti i rami e gli alberi secchi che invadevano il cortile sul quale affaccia il parco Caracciolo. Sono stati inoltre riportati a una condizione di decoro alcuni alberi pregiati presenti all’interno del giardino, come il monumentale Taxus baccata centenario, che è tra l’altro monumento naturale regionale.
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