«Parco d’Avalos senza bagni, una vergogna»

PESCARA. «Purtroppo, essendo tutt’e due anziani, a me e mia moglie spesso accade di avere delle urgenze fisiologiche. E questo, se in quei momenti ci si trova al Parco d’Avalos, può diventare un...
PESCARA. «Purtroppo, essendo tutt’e due anziani, a me e mia moglie spesso accade di avere delle urgenze fisiologiche. E questo, se in quei momenti ci si trova al Parco d’Avalos, può diventare un problema».
A parlare è Ottavio Fabrizio, di 76 anni, il quale, soprattutto nei fine settimana, va a passeggio per qualche ora all’aria aperta, insieme con la moglie, nella pineta dannunziana. Quattro passi, come fanno tanti nonni, anche per giocare coi nipotini.
«Domenica scorsa», spiega l’anziano, «vi è stato ad esempio un caso di bisogno, ma non c’è stata la possibilità di ottemperare in alcun modo».
«È una vergogna», continua Fabrizio, «che in tutto il Parco d’Avalos credo non esista neanche un bagno funzionante».
«Fino a qualche tempo fa», prosegue, «esistevano dei bagni chimici, i quali, seppur non emanassero un buon odore, risolvevano le esigenze impellenti. Oggi invece non esistono più né quelli», osserva ancora, «né il servizio in muratura, che mi risulta chiuso da anni».
«Cosa deve fare», si chiede, infine, Ottavio Fabrizio, «una persona anziana che, per motivi di età, ha bisogno di un bagno sicuro e pulito?».
(VdL)
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