Parco dell’Acerbo, addio ai pini Scontro sulla gestione del verde

12 Ottobre 2024

Abbattuti alberi secolari per far posto a una nuova palestra per gli studenti dell’istituto tecnico Giampietro (Pd): «Quel taglio era evitabile? Manca un indirizzo politico sull’utilizzo dei fondi Pnrr»

PESCARA. Addio ai storici pini marittimi del parco dell’Istituto tecnico “Acerbo”: nel giorno di San Cetteo, gli alti alberi che facevano da polmone verde della scuola, ma anche del centro cittadino, sono stati abbattuti. Il motivo? La costruzione, lì dov’era il parco, di una nuova palestra - o meglio di un vero e proprio palasport - per gli studenti dell’istituto, da tempo orfani di una struttura per l’attività sportiva. Ma scoppia il caso politico e insorgono i rappresentanti delle opposizioni in consiglio comunale. «Siamo di fronte ad un problema culturale che il Pnrr ha fatto emergere con forza. L’Acerbo ha bisogno di una palestra, perché la vecchia struttura è stata dichiarata inagibile con evidenti disagi per la comunità scolastica che oggi può fare affidamento solo su una piccolissima struttura del tutto insufficiente per le esigente di una scuola così grande. Ma si poteva e si può progettare un’opera necessaria anche tenendo in considerazione alberi così rilevanti sul piano storico e ambientale», sono le parole del consigliere comunale e provinciale del Pd, Piero Giampietro. «Come consigliere provinciale ho presentato un’istanza di accesso agli atti», prosegue Giampietro, «per vedere ogni aspetto del progetto, per capire se il taglio era evitabile e quali sono le autorizzazioni rilasciate dagli altri enti. Ma credo che molti aspetti ora vadano visti assieme alla comunità scolastica, come il futuro della vecchia palestra destinata alla demolizione: ho già chiesto in commissione Edilizia scolastica che il futuro di quell’area sia deciso assieme a docenti e studenti dell’Acerbo. Resta il problema che a Pescara, in totale assenza di una visione chiara da parte di Comune e Provincia, si è fatta una corsa contro il tempo per progettare e spendere le risorse del Pnrr a discapito di parchi, alberi, viabilità. E questo è un fattore di arretratezza che va affrontato». «I tagli agli alberi in corso all’interno del giardino della scuola Tito Acerbo dimostrano ancora sempre il solito approccio: si cancella, ovvero si distrugge quello che c’è e si ricostruisce senza alcuna valorizzazione del verde esistente. Si perdono “servizi ecosistemici”e si banalizza l’ambiente. Sempre lo stesso atteggiamento...”, è l’intervento polemico del consigliere Domenico Pettinari.
Sulla questione è intervenuta anche Simona Barba, consigliera di Avs-Radici in Comune, con una lettera rivolta direttamente agli studenti dell’Istituto Acebo: «Nella giornata di San Cetteo, approfittando della chiusura della vostra scuola, è stato distrutto il vostro patrimonio arboreo. Era nel vostro cortile, e vi dava innumerevoli servizi ecosistemici, difendendo i vostri polmoni dall’intenso traffico veicolare che vi circonda. L’abbattimento è stato fatto come sempre di nascosto. Non avete potuto fare nulla. Lunedì sentirete la mancanza, e vi stupirete di quanto sarà grande: ci accorgiamo degli alberi soprattutto quando non ci sono più. In questi giorni stanno tappezzando Pescara con i manifesti dell’evento del G7, e con l’evento congiunto per l’Agenda 2030 che si terrà a Piazza Sacro Cuore. E sapete cosa vi diranno in quei giorni? In quei laboratori? Che bisogna fare azioni sostenibili, che il punto 11, dedicato alle città, dice che per la vivibilità e la salute cittadina servono alberi e permeabilità, e che tutti gli stati dell’Onu si sono impegnati per un mondo migliore. E a scuola vi faranno anche corsi di educazione ambientale e di educazione civica, e vi insegneranno il concetto di bene comune e di partecipazione. Queste idee e temi sono fondamentali, ma hanno bisogno di donne e uomini che coerentemente le portino avanti. Al contrario, sulla vostra strada, avete oggi incontrato persone che hanno portato alle decisioni finali che oggi vedete nel vuoto del vostro cortile. Vi diranno che non era possibile altrimenti. Ma ricordate che non è cosi, le soluzioni possibili e migliori possono essere sempre trovate, soprattutto per il vostro futuro».