Parco della costa? Confindustria non lo vuole

8 Luglio 2015

Zecca: coinvolte aree a forte vocazione industriale, chiederemo a Squinzi un intervento sul governo

CHIETI. «Sulla questione Parco della costa teatina si continua ad insistere su una perimetrazione che coinvolge aree a forte vocazione industriale». Così il presidente di Confindustria Chieti Pescara Gennaro Zecca nella relazione all'Assemblea Generale dei Soci che si è svolta il 2 luglio scorso. Nella relazione Zecca ha messo in luce tutti e in particolare la preoccupazione sull’istituendo parco. Il presidente di Confidustria Cheti Pescara teme che molte imprese «rischierebbero la chiusura se solo si dovesse procedere ad adottare le norme di salvaguardia prima dell’istituzione del Parco stesso». Per questo, ha annunciato il presidente Zecca ai soci confindustriali, «siamo intervenuti coinvolgendo il Commissario ad Acta, i sindaci dei Comuni interessati e siamo arrivati a coinvolgere il presidente del Consiglio dei ministri unitamente al direttore centrale della presidenza del Consiglio e il presidente Squinzi che a stretto giro interverrà sul Governo e sulla Regione Abruzzo per sostenere le nostre ragioni». Confindustria è stata sempre contraria al parco e ha fortemente contrastato le iniziative della Regione prese per impedire le attività petrolifere al largo della costa (leggi Ombrina mare) o la realizzazione di impianti industriali ritenuti impattanti rispetto al territorio e alle produzioni agricole di qualità.

Tra l’altro contro la perimetrazione del Parco si sono pronuncianti tutti i sindaci dei comuni coinvilti.

È possibile dunque che la legge istitutiva resti lettera morta ancora a lungo.

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