Parco della Maiella: spunta un megalite dell’epoca italica

La stele, alta oltre due metri, risale a quattromila anni fa La soprintendente Mencarelli: testimonianza importante
ABBATEGGIO. Giumentina, nel territorio comunale di Abbateggio. Si tratta di una statua-stele, un megalite di oltre 2,10 metri in lunghezza, che si impiantava nel terreno per segnalare principalmente luoghi di importanza strategica per la civiltà di circa 4mila anni fa, comprese tombe e sepolture di uomini che contavano. Una scoperta che conferma che il comprensorio archeologico di Valle Giumentina, in piena zona Parco della Maiella, non contiene solo testimonianze di epoca preistorica, ma anche altri resti archeologici di cultura italica.
È stato Valerio Natarelli a imbattersi nell’antichissimo reperto, e pensando che si potesse trattare di un ritrovamento di importanza storica, ha subito avvertito le autorità. E due giorni fa è stato effettuato un sopralluogo congiunto sul luogo del rinvenimento con il sindaco di Abbateggio Gabriele Di Pierdomenico, il presidente del consiglio comunale Sergio Di Marco, il consigliere Fabio Campanella e il presidente del Parco nazionale della Maiella Lucio Zazzara e la direttrice della Soprintendenza archeologia Belle arti e Paesaggio dell'Abruzzo Rosaria Mencarelli, che hanno convenuto di procedere celermente al recupero del manufatto e al suo trasferimento ad Abbateggio per poterlo studiare ed esporre al più presto al pubblico.
«Questa statua-stele», afferma Antonio Di Marco, ex sindaco di Abbateggio, intervenuto anche lui nel sopralluogo in qualità di presidente dell'associazione “Alle falde della Maiella”, «apre un nuovo capitolo della storia locale, che verrà indagato e approfondito attraverso la collaborazione con le più alte professionalità del settore archeologico. Con la nostra associazione che si occupa di realizzare iniziative e progetti finalizzati alla promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro territorio, siamo pronti a collaborare per approfondire le conoscenze inerenti il ritrovamento». Un reperto che ora potrà trovare una sede di esposizione ad Abbateggio, nello spazio museale Sala Valsimi, nel quale sono già conservati reperti archeologici provenienti dalla Valle Giumentina. «Si tratta di un ritrovamento eccezionale», dice il sindaco Di Pierdomenico, «destinato ad arricchire il patrimonio a disposizione di visitatori, turisti e scolaresche che verranno nel nostro borgo». Per Rosaria Mencarelli «il rinvenimento rappresenta una testimonianza importante nell’evoluzione della presenza dell'uomo nella Valle Giumentina, dove la Soprintendenza ha realizzato nel 2013, unitamente al comune di Abbateggio, l'Ecomuseo del Paleolitico, a poca distanza dall’area del rinvenimento e dove sono in corso, sul sito individuato a suo tempo dal compianto professor Antonio Radmilli, gli scavi in concessione dell'École française de Rome e del Cnrs francese».
Parole di adesione e compiacimento anche dal presidente del Parco Maiella Zazzara: «Con il ritrovamento di questo elemento lapideo antropomorfo, di indubbio interesse culturale, ancora una volta la Maiella ci ha donato un pezzo della sua storia millenaria, facendolo emergere dalla sua coltre».
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