Parco della Majella, via libera al nuovo piano

13 Ottobre 2018

Mazzocca: «Uno strumento indispensabile, sono cambiate le condizioni ecologiche del territorio»

CARAMANICO TERME. Il consiglio direttivo dell’ente Parco della Majella e la Comunità del Parco, hanno approvato ieri all’unanimità la proposta di aggiornamento del nuovo Piano del Parco nazionale della Majella.
Un record nazionale per il Parco abruzzese, che è il primo in Italia ad aggiornare lo strumento di pianificazione dell’area protetta vigente dal 2009 e che ora avrà bisogno, per essere operativo, di corredarsi dello specifico regolamento attuativo.
«Il Piano», spiega subito il sottosegretario della giunta regionale Mario Mazzocca, «andava adeguato a seguito delle evoluzioni che si sono necessariamente avute nella gestione del suo territorio. Sono infatti cambiate le condizioni ecologiche del suo territorio, basti dire dei ripopolamenti di specie protette faunistiche e floristiche».
Caratteristiche che rendono questo Parco, di circa 750 chilometri quadrati che include 39 territori comunali, uno dei più grandi territorio di biodiversità d’Europa. In questa direzione va vista la proposta di nuova zonizzazione del territorio protetto che contempla un netto ampliamento dell’area A di riserva integrale con un aumento di circa il 16 per cento, una zona che passa dai 36 mila ettari ai 42 mila ettari, un polmone di verde intoccabile annoverata fra le riserve integrali più estese d'Europa.
Fondamentale l’indirizzo del nuovo strumento di Piano che tende ad assicurare certezze dal punto di vista giuridico ed amministrativo agli operatori e agli abitanti dei territori, certezze che finora sono state vacanti e che hanno innescato molti contenziosi inerenti la disciplina urbanistica, e che ha visto lo stesso ente Parco soccombere ad esiti sfavorevoli. Il Piano contiene importanti misure, sia di prevenzione degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, che di semplificazione procedimentale richiesta per le attività edilizie nelle zone D di promozione economica e sociale.
Questa zonizzazione è stata riperimetrata in relazione alle zone previste negli strumenti urbanistici locali con diminuzione delle sottozone D2 con potenzialità edificatorie di circa il 20 per cento, mentre sono state valorizzate le D3 non soggette ad edificazione diretta come quelle di interesse generale, destinate alla valorizzazione dei beni culturali, dello sport e delle attività ricreative; parchi e zone di salvaguardia.
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