Parco, le nuove regole

Approvato il piano di gestione: più suolo, meno cemento
CARAMANICO TERME. Il consiglio direttivo del Parco della Majella ha approvato il nuovo piano di conservazione degli ambienti naturali. Il documento resterà depositato 40 giorni nelle sedi comunali, e chiunque potrà prenderne visione. Entro i successivi 40 giorni, si potranno presentare osservazioni scritte, su cui l'ente Parco esprimerà il proprio parere entro i successivi 30 giorni.
Lo strumento di programmazione del territorio montano della Majella, custodito da un parco di 750 km quadrati, con 39 Comuni coinvolti e uno dei più grandi patrimoni di biodiversità d'Europa, sostituirà il piano vigente, concepito ed elaborato nel 1997-98, poi approvato nel 2009. Si è reso necessario elaborare un nuovo programma di gestione in seguito ai cambiamenti che negli ultimi 20 anni sono intervenuti sia negli ambienti naturali che nelle istituzioni e negli strumenti per la conservazione degli ambienti naturali che ora invocano aggiornamenti e necessitano di una nuova fase operativa. Sono cresciute ad esempio le specie faunistiche di pregio (lupo), altre hanno raggiunto consistenze e distribuzioni importanti (camoscio appenninico e orso marsicano) che non possono essere gestite con le vecchie procedure affette dalla mancanza di un regolamento del parco, dall'ampia discrezionalità dirigenziale che «aveva prodotto una mole inconcepibile di ricorsi e di questioni giudiziarie, oltre che un magma informe di burocrazia che appesantiva il rapporto tra ente e territorio». La compilazione del nuovo piano fa riferimento alla pianificazione adottata dalla maggior parte dei parchi nazionali italiani e il nuovo strumento punta «all'ingerenza propositiva del parco nella gestione dei rifiuti, nella tutela dall'inquinamento luminoso, a dare indirizzi di gestione della wilderness, alle misure di prevenzione degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, alla regolazione per le attività edilizie nelle zone D» di insediamento che vengono ridotte dallo 0.12% allo 0.09%. Scongiutato dunque il paventato aumento del consumo di suolo e di cementificazione che qualcuno temeva. Dal Parco, il piano viene definito «come una nuova programmazione al passo con i tempi e le norme della conservazione, coerente alla storia della nostra terra».
Walter Teti
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