«Parete, un esempio eroico» Celebrato il finanziere scomparso

Il giornalista Giovanni Minoli ospite d’onore al Premio dedicato al militare sopravvissuto a Dachau Il riconoscimento assegnato al finanziere Tamburi, borsa di studio a un’ex studentessa del da Vinci
PESCARA. «Parete è stato un esempio eroico». Emozionano le parole del giornalista Giovanni Minoli, ospite d'eccezione all'affollata (oltre 150 persone) cerimonia del "Premio Parete in ricordo di Ermando Parete"svoltasi ieri mattina alla caserma della Guardia di finanza, dal 2017 intitolata al finanziere di Abbateggio sopravvissuto al campo di sterminio di Dachau. L'evento, stracolmo di autorità e rappresentanti delle istituzioni, è organizzato per il secondo anno consecutivo da Donato Parete, figlio di Ermando e presidente dell’omonima fondazione.
In platea il prefetto Gerardina Basilicata, il comandante provinciale della Guardia di finanza Vincenzo Grisorio, il comandante della caserma Parete Luca Tossini, il comandante provinciale dei carabinieri Marco Riscaldati, il sindaco Marco Alessandrini, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, le nipoti di Ermando, Anna e Donatella Parete, tanti sindaci, i dirigenti delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei finanzieri, gli studenti dei licei scientifici Galilei e da Vinci, dell’Agrario di Villareia di Cepagatti.
Il sindaco di Abbateggio, Antonio Di Marco, ha ricordato con tenerezza quando «Parete arrivò in paese con un metro di neve» per un incontro che si doveva tenere in Comune, disertato da altri ospiti a causa delle cattive condizioni meteo. L’ex comandante del Nucleo di polizia tributaria, generale Marco Angeloni, svela altri inediti: «Un giorno Parete mi disse: “Ho un cruccio, nessuno della Guardia di Finanza mi ha mai chiamato”. Non voleva» che il suo vissuto di testimone della Shoah «si perdesse con lo scorrere del tempo. Mi disse anche che a Dachau aveva resistito grazie all’addestramento ricevuto nella scuola alpini della Finanza». E aggiunge, il generale Flavio Aniello, comandante regionale delle Fiamme Gialle: «Durante la prigionia amava cantare l’inno della scuola di Predazzo».
Il figlio, Donato: «I racconti di mio padre riuscivano a impietrire gli studenti nelle scuole dove voleva sempre andare e ogni volta erano fiumi di lacrime. Papà insegnava loro che non esiste il nemico banca, casta, politica. Sono tutte scuse, nessun nemico vi ruba il futuro, diceva loro, pensate solo a studiare». Perché «lo studio è libertà», aggiunge Minoli, «il messaggio che deve passare oggi è che un popolo che non ha memoria, non ha futuro». Ci tiene a sottolineare, il conduttore di “Mixer” e “La storia siamo noi”, che «la storia è fatta di eroi semplici che scoprono dentro di sé la forza della conservazione della memoria».
Un eroe buono e lungimirante come era Ermando Parete, scomparso il 25 gennaio del 2016, a 93 anni, che raccontava ai giovani come è riuscito a scampare alla furia nazista. E molti hanno riscoperto l'amore per la storia attraverso quei racconti cruenti, dettagliati, ma veri come l'Olocausto. Altro che negazionismo, è stato l'affondo di Minoli che attraverso uno sconvolgente reportage sui campi di Bergen Belsen, firmato da Sidney Bernstein e Alfred Hitchcock e mostrato ai presenti dopo la testimonianza video di Parete, ribadisce che dei lager «tutti sapevano, Chiesa compresa», ma nessuno si è mosso contro quelle spietatezze umane, perché «prima era necessario vincere la guerra». Il premio Parete quest’anno è stato assegnato a Giovanni Tamburi, romano, classe 1954, banchiere e finanziere, partner di Oviesse, Azimut e Moncler, assente alla cerimonia.
Tra il pubblico, Chiara D’Ignazio, pescarese, ex studentessa del da Vinci, vincitrice della borsa di studio 2018 intitolata a Parete. Alla Bocconi di Milano oggi studia le analisi economiche sull’oro del futuro, i Big data. Attestati di benemerenza sono stati consegnati dal sindaco Di Marco al generale Giorgio Toschi, al generale Flavio Aniello e al comandante Vincenzo Grisorio. Una corona di alloro con rose gialle è stata depositata accanto alla targa di intitolazione della caserma. A Minoli, il dono di una scultura in pietra creata dall’artista Luigi D’Alimonte.

