Parroco sale sulla gru per benedire

3 Maggio 2020

Don Antonello trova il modo per far sentire la sua vicinanza ai fedeli

SCAFA. Essere «vicino alla comunità», dare un segnale di «speranza». Ecco perché il parroco della Madonna del Carmelo, don Antonello Graziosi, ha usato una gru per benedire il paese. Lo ha fatto due giorni fa, grazie a un'impresa locale che gli ha messo a disposizione il cestello gru e davanti al sindaco Maurizio Giancola - con la fascia - e a tutti coloro che hanno avuto la possibilità di affacciarsi alla finestra o sulla porta. Iniziativa riuscitissima, quella del parroco, perché qualcuno si è commosso, e chi non ha potuto assistere a distanza alla benedizione ha avuto modo di partecipare virtualmente su Facebook, grazie alle riprese del fotografo Mino Gelsomoro. In queste settimane, Gelsomoro ha collaborato attivamente con don Antonello per far sentire meno l'isolamento provocato dal coronavirus per cui si è occupato delle trasmissioni su Facebook delle cerimonie religiose ma anche di altre iniziative originali. «Con il passare dei giorni mi rendevo conto che tanti erano sottotono», racconta il parroco che è anche insegnante e quindi ha registrato gli umori del paese, durante il lockdown. E così ha pensato di far realizzare e trasmettere su Facebook un video per gli auguri pasquali con numerose immagini degli avvenimenti e dei momenti più belli che hanno caratterizzato la vita parrocchiale prima del coronavirus, con «la speranza di rinascita» in quei luoghi, ora caratterizzati da «troppo silenzio». Subito dopo Pasqua, poi, è stato creato un altro video, con le immagini dall'alto del paese, riprese con il drone, e in sottofondo c'era sempre don Antonello, con una preghiera di benedizione sulle case e sulle famiglie. Il primo maggio ha deciso di salire su una gru, e da lì lo hanno potuto vedere «le fedelissime, come le chiamo io, le anziane che vengono sempre a messa e che sentono la mancanza delle cerimonie e dell'Eucarestia. Loro non hanno Facebook ma hanno potuto partecipare, per un attimo, a questo evento». Anche il coro parrocchiale ha supportato sempre il parroco in questi due mesi, con i canti per le cerimonie, rigorosamente registrati. (f.bu.)