Parrucchieri e idraulici abusivi: caccia agli artigiani non in regola

Convenzione tra Comune e Confartigianato per scovare i circa 6.700 irregolari presenti in città I vigili andranno a verificare su segnalazione dei cittadini. Sul sito dell’ente i moduli da compilare
PESCARA. Un mondo sommerso che offre prestazioni irregolarmente, evadendo le tasse, facendo una concorrenza sleale a chi invece rispetta tutte le norme, ma anche mettendo a repentaglio la sicurezza di chi si affida alle loro mani. In tutto l’Abruzzo c’è un esercito di 26 mila artigiani irregolari. Solo nella città di Pescara, ne sono 6.700.
A snocciolare i dati è Confartigianato Pescara, che insieme al Comune ha dichiarato guerra all’abusivismo nell’artigianato. Con la campagna nazionale “Occhio ai furbi. Mettetevi solo in buone mani”, Confartigianato ha deciso di mettere in guardia i consumatori sugli operatori improvvisati.
In questo ambito, la sezione Pescara dell’associazione ha attivato un protocollo d’intesa con il Comune. Chiunque, anche in maniera anonima, potrà segnalare eventuali abusivismi, dal lavoro in casa o in quella dei clienti, al mancato rispetto degli orari, fino all’attività priva di autorizzazione. L’associazione raccoglierà le segnalazioni che girerà alla polizia municipale, che farà partire i controlli. A sottoscrivere la convenzione sono stati ieri mattina il presidente di Confartigianato Pescara, Giancarlo Di Blasio, il direttore Fabrizio Vianale e l’assessore al Commercio e alle Attività produttive, Alfredo Cremonese.
«Siamo davvero orgogliosi di essere stati il primo Comune in Italia ad aver sottoscritto un protocollo contro l’abusivismo, un fenomeno che cresce sempre di più», commenta Cremonese, «una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi paga tutte le tasse sia a livello nazionale che comunale, ma pure pericoloso per mancanza di professionalità adeguate».
Sono diversi i settori dell’artigianato a essere colpiti dal fenomeno. Secondo i dati dell’ufficio studi di Confartigianato, il primo comparto che vede proliferare lavoratori irregolari è quello dell’edilizia muraria con il 24,1 per cento; seguono acconciatura ed estetica con il 20,5; terzo posto per la manutenzione e la riparazione di autoveicoli al 12 per cento; 11,5 per cento per gli elettricisti; l’idraulica sta al 9,1 per cento; 7,1 per il pittore edile; la percentuale dei servizi di riparazione di beni personali e per la casa è del 5,3; i tassisti abusivi sono il 4,2; potatori e giardinieri 3,4; fotografi l’1,8, videoperatore 0,9; e i traslocatori lo 0,1. «C’è un’Italia sommersa che minaccia il lavoro dei piccoli imprenditori, la sicurezza dei cittadini e sottrae risorse finanziarie allo Stato», evidenzia il direttore Vianale. «In questo tempo di incertezza proliferano le situazioni in cui molti si spacciano per artigiani che non hanno una regolare partita Iva, non hanno autorizzazioni e non rispettano le norme e la sicurezza. A loro dichiariamo tolleranza zero». «L’abusivismo genera anche altri tipi di problematiche. In primo luogo la sicurezza sul lavoro e quindi la questione legata agli infortuni ed alle relative responsabilità da parte di chi affida la prestazione», aggiunge Di Blasio, presidente di Confartigianato. «Il secondo problema è relativo allo smaltimento dei rifiuti. In base ai dati dell’albo nazionale gestori ambientali, i due terzi dei rifiuti totali non viene censito, andando ad alimentare il traffico dei rifiuti illegale oltre che a creare un danno ambientale».
Chiunque potrà segnalare quanti svolgono attività artigianali abusivamente, compilando una scheda, reperibile sul sito istituzionale del Comune, dove i dati del segnalante sono facoltativi e possono non essere inseriti. Il modulo deve essere inviato via mail a antiabusivismo@confartigianato.pe.it o consegnato a mano nella sede di Confartigianato di piazza Garibaldi. L’associazione raccoglierà le schede e le farà avere alla polizia municipale.

