Parrucchieri, non si chiude «I nostri saloni sono sicuri»

6 Marzo 2021

La decisione arriva alla fine di una giornata di super lavoro in vista della chiusura E in tanti si sono ritrovati senza appuntamenti per oggi: «Ma recupereremo»

PESCARA. Con la riapertura post lockdown, dal primo giugno dell’anno scorso, non si sono più fermati. Nel Dpcm che da novembre ha introdotto le distinzioni tra fasce di rischio, parrucchieri e barbieri sono stati inseriti tra i servizi essenziali, il che gli ha permesso di proseguire con le attività anche in zona rossa. Il primo Dpcm firmato dal presidente Mario Draghi ha imposto una stretta, che comincia da oggi. Per le aree in zona rossa, gli acconciatori devono abbassare le serrande. Ma per la provincia di Pescara, con un colpo di coda, ieri pomeriggi oil presidente Marco Marsilio ha ribaltato la situazione, allentando le restrizioni e consentendo anche ai parrucchieri di continuare a lavorare. Una decisione sul filo di lana, apprezzata nel contenuto dagli esercenti, ma bocciata sui tempi. Tutti si ritrovano senza appuntamenti in programma per oggi, tanto che qualcuno ha deciso di restare chiuso e di ripartire dalla prossima settimana. «Apprezziamo la decisione di Marsilio, anche perché riteniamo folle la scelta del governo di chiudere le attività della nostra categoria in zona rossa», commenta Emilio Biondi, del salone in via Genova, più un altro ad Avezzano «tuttavia per tutta la settimana in vista della chiusura ci siamo scapicollati per accontentare i clienti e ora senza appuntamenti solo per oggi resterò chiuso, per poi riaprire regolarmente dalla prossima settimana». «Ben venga la scelta fatta dalla Regione, però è assurdo che queste comunicazioni arrivino sempre all'ultimo minuto», dice Marco Di Carlo del salone in via D'Avalos, che conta sette dipendenti. «Le clienti si sono accavallate per farsi i capelli entro oggi (ieri, ndc) e noi abbiamo dovuto fare i salti mortali per accontentarle tutte. Ora questo ci prende alla sprovvista. Per domani (oggi ndc) siamo senza appuntamenti e quindi non apriremo per questa giornata».
Ha il dente avvelenato Francesco Di Carlo, con il salone in via Regina Elena, che critica la tempistica. «Ci hanno costretto a concentrare in pochi giorni tantissime clienti. Se avessimo saputo per tempo di poter continuare a lavorare avremmo evitato di fare questa full immersion. Senza appuntamenti, domani (oggi ndc) resterò chiuso comunque. Da quando è scoppiata la pandemia ho fatto un investimento molto importante, da 300 mila euro, per realizzare un salone Covid free ed evitare la cassa integrazione per tutti i miei 10 collaboratori».
Parla di situazione delicata per tutto il settore Gianluca Di Giovanni, titolare di GidiGi Parrucchieri, tre saloni tra Pescara e Chieti, con 35 dipendenti in totale. «Manca la socialità e in più c’è molta paura, specie tra le persone di una certa età. Per questo il lavoro è sceso tanto. Abbiamo registrato cali di fatturato anche del 40 per cento. Nel nostro caso, hanno influito molto le limitazioni sul settore wedding. L’anno scorso avevo 100 matrimoni prenotati e ne ho fatti solo 30. Quest’anno ne ho previsti 120, ma già cominciano ad arrivare i primi rinvii. Non si è mai sentito di catene di contagi legate ai parrucchieri, quindi bene l’allentamento delle restrizioni. Se possiamo stare aperti, non ce la facciamo scappare e da subito cercheremo di far sapere la novità alle clienti per riprogrammare il lavoro». Della stessa opinione Pino Ottaviani, titolare con Fausto Bissanti di Tagliati per il Successo. «Come sempre le cose vengono dette all'ultimo momento. Cercheremo di recuperare qualche appuntamento tra le clienti a cui abbiamo dovuto dire di no nei giorni scorsi. Se la legge ce lo permette, resteremo aperti. Non ci sono mai stati casi di Covid nel nostro settore. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Siamo arrivati persino a installare pannelli di plexiglass nel guardaroba per dividere le giacche delle clienti».