Parrucchieri, sicurezza garantita: costi triplicati ma tariffe invariate

14 Maggio 2020

Dai turni al kit personalizzato che il cliente porta a casa: così cambia il taglio ai tempi del coronavirus All’ingresso in sala termoscanner e autocertificazione. E c’è l’omaggio a chi ha combattuto il Covid-19

PESCARA. Conto alla rovescia per la riapertura dei parrucchieri. Lunedì 18 maggio gli acconciatori rialzeranno le serrande, seguendo rigorosamente tutti i protocolli stabiliti nell’ordinanza firmata da Marco Marsilio. Tante le disposizioni obbligatorie alle quali ci si dovrà attenere nel segno del distanziamento, della sanificazione e della protezione.
In altre parole, bellezza sì, ma in primo piano c’è la sicurezza. Le attività andranno svolte su appuntamento, consentendo nel locale la presenza di un cliente per operatore. Gli spazi dovranno essere rimodulati, lasciando almeno un metro di distanza tra una postazione e un’altra. I saloni dovranno prevedere dispenser all’ingresso; postazioni igienizzate dopo ogni cliente; attrezzature monouso e, laddove non sia possibile, sterilizzare gli strumenti utilizzati. Sanificazione e pulizia anche per i filtri dei condizionatori. I dipendenti, dotati di mascherine e guanti, e all’occorrenza di occhiali e visiere, dovranno sottoporsi alla misurazione della temperatura. Stesso accorgimento per il cliente, a casa, che compilerà un’autocertificazione che rimarrà nell’attività fino alla fine dell'emergenza sanitaria. E poi flessibilità dei turni che si svilupperanno dalle 8 alle 21 dal lunedì al sabato.
In questo mare magnum di indicazioni, quella in corso è una settimana fervida di preparativi per i parrucchieri alle prese con liste di appuntamenti, igienizzazioni e preparazione dei locali, ma anche con le difficili fasi di approvvigionamenti di tutti i materiali necessari per operatori e clienti. «La priorità adesso è garantire la sicurezza», commenta Argentina Salvatore, di Argentina Hair Beauty in via Trento, «per questo sto creando un salone Covid free». Non solo kimono e asciugamani usa e getta in tnt, Argentina ha predisposto custodie per ogni oggetto. Dalla borsa della cliente ai salvascarpe, dai copripoltrona fino all’isolamento del poggia collo al lavaggio. «Il capospalla verrà incellofanato e conservato in un guardaroba apposito. Ho acquistato un termoscanner per la misurazione della temperatura dei dipendenti e dei clienti, e ora è in corso la sanificazione dei sistemi di climatizzazione».
La percezione della sicurezza da parte del cliente sale al primo posto in questa nuova era dei parrucchieri. «Ho pensato a una fase di check in all’esterno», dice Giuliano Rusiello, della barberia vintage a Montesilvano. «All’ingresso il cliente verrà accolto con un kit personale contenente guanti, mascherina e asciugamani usa e getta. Sto pensando a un circuito gold, con una pochette da far acquistare al cliente con rasoio, pennello e attrezzature tecniche che saranno a suo uso esclusivo, che potrà conservare da noi o riportare a casa». Per gli altri ci sarà una filiera di attrezzi sterilizzati e riutilizzati solo il giorno successivo.
Nei saloni più piccoli, la riorganizzazione cambia poco. È il caso di Anna Cecamore, titolare e unica operatrice nel suo salone di via De Sanctis. «Ho tolto una postazione. Dovrò ridurre i numeri delle clienti al giorno, soprattutto perché in questa fase iniziale, saranno lavori tecnici e lunghi che quindi impegneranno parecchie ore». Ha dubbi sull’autocertificazione e sulle conseguenze in termini di rispetto per la privacy Raniero Di Nardo Di Maio, barbiere del centro storico di Elice, supportato da 30 anni dal collaboratore Lorenzo Di Martino. «Siamo in attesa di indicazioni certe su come comportarci per l’autodichiarazione e per la misurazione della temperatura. Sto cercando un termoscanner, ma è difficile reperirlo sul mercato. Utilizzeremo attrezzature monouso e ho acquistato una macchina sterilizzante». Eppure a fronte di spese impegnative e zero incassi, il barbiere ha voluto riservare un’attenzione speciale per quanti sono stati in prima linea contro il coronavirus. «Per tutto il 2020, medici, paramedici, forze dell’ordine, operatori della protezione civile, sindaco e amministrazione comunale, che sono già miei clienti, saranno miei ospiti».
«Tra una postazione e un’altra abbiamo lasciato 4 metri di distanza», chiarisce Gianluca Di Giovanni, di Gidigi parrucchieri, tre saloni tra Pescara e Chieti, più altrettante barberie e un totale di 30 dipendenti. «Faremo due turnazioni da sei ore ciascuna al giorno e limiteremo gli accessi a un cliente per ciascun operatore. Circa 20 minuti prima, ricontattiamo il cliente, così da regolare gli ingressi ed evitare che gli utenti si incrocino. Abbiamo molte richieste e la prima settimana di appuntamenti è già chiusa». L’utilizzo di attrezzature monouso è per gran parte degli acconciatori una routine, ma ciò che pesa è il forte rincaro sui prezzi. «Ci siamo trovati davanti costi anche triplicati», dice Di Giovanni, «ma non abbiamo nessuna intenzione di alzare il listino per la clientela».
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