Parruti: evitate gli abbracci per un Ferragosto sicuro

L’infettivologo: «I giovani mantengano il distanziamento. E niente baci»
«Le regole sono quelle di sempre. Bisogna cercare di evitare in ogni modo i contatti fisici, che con la variante Delta sono micidiali. Basta davvero poco, soprattutto tra i giovani non vaccinati, per contagiarsi. Si può fare tutto, andare in gita, andare a pranzo, cantare a squarciagola, ma va fatto tutto con senso di responsabilità e prudenza, per tutelare coloro che sono ancora scoperti e suscettibili».
Il direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, Giustino Parruti (nella foto), fornisce alcuni consigli utili in vista del Ferragosto, festeggiato quest'anno in una fase delicata della pandemia, con il virus che circola in modo significativo. Il timore degli esperti è che il 15 agosto rappresenti un'occasione di ulteriore diffusione del contagio. Tra feste, pranzi, gite fuoriporta ed iniziative di vario genere, infatti, c'è la possibilità di una maggiore trasmissione del Covid-19, spinto dalla più contagiosa variante Delta. D'altronde, sono numerosi i focolai nati in seguito a feste ed aggregazioni tipicamente estive, a partire dai festeggiamenti per gli Europei di calcio, di cui si vedono ancora gli effetti con gli alti numeri di contagi delle ultime settimane. I problemi, rispetto alla scorsa estate, quando il virus circolava con numeri minori, sono dovuti principalmente alla variante Delta. «Se in questa stagione, grazie al sole e ai raggi ultravioletti, siamo più protetti per quanto riguarda le vie aeree», spiega Parruti, «i dati disponibili ci dicono che con la variante basta un contatto brevissimo per contagiarsi, soprattutto se non si è vaccinati. I due baci o gli abbracci per salutarsi quando ci si rivede dopo tempo, ad esempio, possono essere micidiali».
L'invito, in vista del Ferragosto, è di «non andare sottomisura, altrimenti si diventa veicolo dell'infezione. Si può fare tutto», dice l'infettivologo, «si può andare in gita, si può andare al mare, si può mangiare insieme, si può cantare a squarciagola, ma l'importante è farlo mantenendo più che mai il distanziamento, indossando le mascherine, che si sono rivelate uno strumento efficacissimo, ed evitando in ogni modo i contatti fisici. Sono consapevole del fatto che è estate e c'è voglia di divertirsi, ma il modo per fare tutto c'è: è il rispetto di queste semplici regole». Il rischio, secondo l'esperto, è che, «fino a quando c'è, vuoi per scelta, vuoi per l'esonero dovuto a questioni di salute, una fetta di popolazione ancora suscettibile e non coperta dal vaccino, tutti coloro che contraggono il virus, soprattutto in forma asintomatica o paucisintomatica, vadano a colpire proprio quelli che sono scoperti».
Nel parlare di una copertura comunque soddisfacente, grazie alla quale «sul fronte ricoveri stiamo abbastanza bene rispetto ad altre regioni», Parruti sostiene che si debba arrivare al 90% di popolazione vaccinata, perché con l'attuale obiettivo dell'80%, se il virus in autunno inizia a circolare in modo imponente, si rischia che tutti i non vaccinati prima o poi lo incontrino. E se lo incontrano tutti insieme», osserva l'esperto, «i servizi sanitari vanno in affanno». Proprio per questo l'infettivologo rilancia l'appello alla vaccinazione e si sofferma sulla necessità di «convincere gli indecisi». In ogni caso la campagna vaccinale procede spedita e i numeri aumentano. Al momento è stato superato il 90% di copertura per gli over 80 e ci si è vicinissimi per la fascia 70-79 anni. Quella 60-69 anni è all'81% e quella 50-59 al 72%. Aumentano velocemente i giovani e giovanissimi vaccinati: se la fascia 20-29 anni è al 51%, l'Abruzzo, anche grazie agli open day per i maturandi, è la regione che più ha somministrato nella fascia di età 17-19 anni. Ai ritmi attuali la regione dovrebbe raggiungere la copertura dell'80% della popolazione vaccinata per l'inizio di settembre. Tra i record legati ai vaccini c'è anche quello di Torrebruna, paesino di 760 abitanti a 280 metri di abitudine: lì il 90% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose e l'82% è completamente vaccinato.
«Sin dall'inizio della pandemia, su WhatsApp», riferisce all'Ansa il sindaco, Cristina Lella, «ci siamo connessi con i cittadini, sensibilizzandoli su ogni cosa. Il 24 giugno, con il contributo dell'Esercito e del 118, abbiamo fatto la vaccinazione di massa nella nostra palestra».
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