Parruti: in città niente screening di massa, nessun ritardo nel tracciamento dei casi

L'ospedale Covid registra quasi il pienone con 169 posti letto occupati (di cui 60 messi a disposizione da altre strutture sanitarie del territorio) su 174 complessivi, ma la «situazione è sotto...
L'ospedale Covid registra quasi il pienone con 169 posti letto occupati (di cui 60 messi a disposizione da altre strutture sanitarie del territorio) su 174 complessivi, ma la «situazione è sotto controllo», rassicura Giustino Parruti (nella foto), direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive e responsabile del Covid hospital, palazzo rosso tra via Rigopiano e via Paolini. I ricoveri sembrano essersi stabilizzati negli ultimi giorni, conseguenza, anche, delle misure restrittive governative che hanno trascinato Pescara in zona rossa. Ma al momento, non è contemplata l'ipotesi di screening di massa come accaduto nell'aquilano. «In questo contesto epidemiologico, non abbiamo perso il controllo. Anzi», precisa Parruti, «i centri tamponi aperti sul territorio stanno lavorando bene e non si sono registrati ritardi nei tracciamenti dei casi». Ieri pomeriggio (i numeri dei ricoveri variano tra trasferimenti e dimissioni) erano 26 i posti letto occupati al settimo piano di Terapia intensiva (i casi più gravi), 33 alla degenza ordinaria del quinto piano, 32 alla degenza ordinaria del quarto piano, 18 in subintensiva allo stesso livello. Sessanta sono i pazienti Covid sistemati in altre strutture sanitarie territoriali. Situazione sotto controllo, ma le raccomandazioni degli esperti non sono mai troppe. Gli ammonimenti dell'infettivologo Parruti: «Il messaggio alla popolazione è sempre lo stesso: non esiste alcuna misura precauzionale che sostituisca la responsabilità di ognuno». Nel frattempo a Terapia intensiva e subintensiva e a Rianimazione i pazienti possono mettersi in contatto con i familiari a casa attraverso l'utilizzo di tre tablet Ipad, continuamente igienizzati, donati ai reparti ospedalieri dal Lions Pescara Host. La consegna è stata effettuata nelle mani dei sanitari dall'otorino Mariusz Szymanski con i soci del club solidale. (c.co.)

