Parruti: l’Abruzzo può riaprire, ma prudenza e responsabilità

21 Aprile 2021

L’infettivologo: forte riduzione della circolazione del virus, resta pericolosa la variante inglese

PESCARA. «La strategia delle riaperture graduali è inevitabile e assolutamente necessaria, però va gestita con estrema responsabilità. In questo momento in Abruzzo c’è una forte riduzione della circolazione del virus, ma la variante inglese è particolarmente pericolosa. Le riaperture non devono essere un tana libera tutti, non bisogna abbassare il livello di guardia e di corresponsabilità. Un 18enne non muore di Covid, ma può far morire un 40enne che ha patologie e che non è ancora vaccinato».
Il monito di Giustino Parruti, direttore delle Malattie infettive di Pescara, arriva a tre giorni dalla Cabina di regia nazionale che, salvo sorprese, come anticipato anche dal governatore Marco Marsilio, riporterà gran parte dell’Abruzzo in zona gialla. Se questa previsione sarà confermata venerdì, da lunedì riapriranno ristoranti (a pranzo e a cena, ma solo con tavoli all’aperto), cinema e teatri, sarà possibile spostarsi tra regioni gialle e nelle scuole superiori la didattica in presenza, stando alle ultime novità contenute nella bozza del nuovo decreto, dovrà essere garantita almeno al 60%.
LE RIAPERTURE. In vista di un allentamento delle misure restrittive, Parruti lancia un appello al senso di responsabilità perché il Covid, specie la variante inglese, non è stato ancora sconfitto. «Se diamo il messaggio sbagliato che possiamo tornare a fare baldoria e avere comportamenti di socialità estrema senza la dovuta cautela, andiamo a riesporre al rischio contagio una fascia della nostra popolazione ancora ampia», spiega Parruti. «Riaprire non vuol dire che le misure di prevenzione e di protezione possano essere abbandonate o ridotte nella loro portata e importanza».
RISCHIO VARIANTE. Per l’esperto, la strategia «condivisibile e necessaria» delle riaperture dev’essere contestualizzata al quadro epidemiologico attuale. «Abbiamo un calo di contagi significativo, sicuramente nella zona di Pescara, meno nel resto d’Abruzzo», spiega Parruti. «La variante inglese c’è ancora e dobbiamo ricordarci delle sue caratteristiche: è molto più contagiosa ed è capace di generare quadri clinici gravi più frequenti specie nei giovani, che nel giro del prossimo mese e mezzo non riusciremo a raggiungere con la vaccinazione. Questa variante è subdola e può portare rapidamente all’insufficienza respiratoria. Le riaperture, quindi, devono essere contestualizzate a questa situazione. Noi non possiamo che fare un plauso al tentativo di ripristinare una vita sociale che ridia nerbo e volontà di esistere a tante persone e che ridia consistenza a una serie di attività commerciali che hanno sofferto tantissimo in questi ultimi mesi. Ma dobbiamo gestire le riaperture con estrema responsabilità. Riaperture vuol dire che dobbiamo mantenere un assetto di vita sociale incrementato, ma nella prudenza più totale perché sarebbe davvero un peccato se lasciassimo, in questa fase di escalation della vaccinazione, varchi eccessivi alla circolazione del virus».
PRUDENZA. È la parola più volte ripetuta dall’esperto in vista delle prossime riaperture. «Prudenza per due motivi», sottolinea l’infettivologo, «primo, perché non dobbiamo compromettere la portata dell’escalation vaccinale che ci porterà a ridurre stabilmente il carico delle nostre strutture sanitarie. Secondo, perché dobbiamo tenere presente che con la variante inglese le popolazioni a rischio di sviluppare la malattia sono in buona misura al di fuori di questo target iniziale della vaccinazione che è solo per le fasce più a rischio».
VACCINI. Ed ecco, quindi, che la vaccinazione diventa «una questione chiave» nella strategia delle riaperture graduali. «Speriamo che con l’aumento dei vaccini somministrati, alla fine di maggio la stragrande maggioranza delle persone dai 60 anni in su e delle persone fragili, che sono le più suscettibili a sviluppare un quadro clinico grave se contagiate, sia vaccinata».
LA PREVENZIONE. «Una strategia fondamentale per le riaperture ragionate», aggiunge Parruti, «è poterci avvalere tempestivamente, nel caso di nuovi cluster, degli anticorpi monoclonali che insieme al vaccino sono un altro strumento fondamentale per prevenire la progressione della malattia nelle persone con infezioni recenti. Per poter diagnosticare, specie con la variante inglese, le persone con infezione recente, è per noi fondamentale intercettare precocemente e questo avviene quando il numero di casi che circolano sul territorio si mantiene basso. Se abbiamo pochi casi al giorno, le nostre azioni di tracciamento territoriale sono iper efficienti, le persone esposte attorno ai nuovi casi vengono tracciate tempestivamente e le misure di prevenzione per le persone a rischio non vaccinate possono essere implementate e utilizzate con grande efficacia».
SCUOLE. Nella bozza del nuovo decreto, si parla di cominciare da lunedì con almeno il 60% degli studenti in presenza nelle superiori per arrivare appena possibile al 100%. Con il ritorno della maggioranza degli studenti in aula, torna il nodo trasporti. «Noi abbiamo incrementato i trasporti di oltre 400 corse quotidiane», spiega il presidente Marsilio, «a supporto della scuola in particolare, abbiamo messo in campo più di 100 mezzi in più, utilizzando accordi con le aziende private».
Secondo Parruti, «il numero degli infetti per fascia d’età 0-19 si è molto ridotto, il rischio epidemiologico, soprattutto nel pescarese che è stato il territorio più affetto alla circolazione del virus nei ragazzi, è in regressione e in controllo. Siamo intorno al 4-5% di positività dei campioni totali in quella fascia d’età. Dall’altra parte, è ovvio che il ricorso precocissimo al test nel caso di qualsiasi sospetto è fondamentale affinché le riaperture, anche delle scuole, non generino di nuovo una circolazione del virus ad innesco».
VERSO L’ESTATE. A maggio, in zona gialla, riapriranno anche le piscine all’aperto e a giugno le palestre. «Se ci muoviamo con responsabilità, possiamo trascorrere un’estate più tranquilla», conclude Parruti. «Si potranno fare vacanze, ma scordiamoci feste in discoteca e mega party sulla spiaggia. A settembre-ottobre, quando l’80-90% della popolazione sarà vaccinato, probabilmente potremo avere una diversa indicazione nell’uso delle mascherine nei luoghi pubblici, ma fino a quel momento non ci potremo rinunciare. Ognuno di noi deve fare la sua parte per sconfiggere il Covid».