Parruti: «Puntiamo a vaccinare il 90 per cento dei pescaresi»

Il responsabile del Covid hospital: l’obiettivo, coprire 300mila residenti della provincia entro settembre Oggi la riunione convocata dalla direzione generale per organizzare le prime mille somministrazioni
PESCARA. Almeno 300mila persone da vaccinare contro il Covid entro settembre. C’è un numero e c’è una data a scandire i futuri obiettivi della Asl di Pescara all’indomani del Vaccine Day che ha creato speranze e aspettative nella popolazione mondiale. Ma prima ci sono tante decisioni da prendere, dalla ricerca del personale a come impostare la macchina organizzativa delle future vaccinazioni anti Covid sul territorio cittadino e nei comuni della Asl pescarese. Dettagli e proposte che si discuteranno nel corso di un incontro tra i vertici sanitari che si terrà questa mattina, a partire dalle 8, nel presidio di via Paolini.
Liberarsi dall’epidemia è il traguardo da raggiungere in tempi più brevi possibili e l’orizzonte appare più luminoso dopo le prime vaccinazioni che hanno riguardato 33 pescaresi (per complessivi 135 delle 4 Asl regionali) tra medici, infermieri, veterinari, biologi, operatori socio sanitari, primari, amministrativi dell’azienda sanitaria guidata dal manager Vincenzo Ciamponi, che domenica scorsa hanno ricevuto le primissime dosi del vaccino Pzifer-Biontech nell’ospedale di Teramo.
«Sono 345 mila i residenti della Asl di Pescara: un primo obiettivo fissava a 200mila le persone che potrebbero ricevere il vaccino, ma con un’adeguata informazione potremmo pensare di arrivare anche a 300mila», anticipa l’infettivologo Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, componente della task force regionale sul coronavirus e responsabile del Covid hospital pescarese, che oggi seguirà tutte le fasi del summit convocato dalla direzione generale. «Con una buona organizzazione strutturale», afferma, «potremmo arrivare a coprire dal 70 al 90% della popolazione territoriale, entro settembre», salvo ritardi procedurali. Al momento non è intenzione del Governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione che rimane su base volontaria.
E dopo il Vax Day di domenica, comincia l’attesa per ricevere il primo carico di dosi di Comirnaty (25mila a livello regionale) per continuare le vaccinazioni dal 4 gennaio 2021, come annunciato dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. Alla Asl di Pescara ne saranno consegnate mille, ma, come anticipato ieri dal direttore sanitario Antonio Caponetti e confermato adesso da Parruti, «ne occorrono almeno 6000 per soddisfare le esigenze di tutto il personale degli ospedali della Asl, dei distretti, delle strutture private, medici di famiglia, pediatri, delle case di riposo e residenze assistenziali dove anche gli ospiti, over 80 o anche più giovani con patologie a rischio, saranno vaccinati».
Parruti domenica scorsa è stato tra i primi a ricevere gli 0,3 millilitri per dose: «Questa operazione è una vera e propria liberazione», è il commento del responsabile del Covid hospital pescarese, «che cambierà il nostro modo di lavorare, perché il rischio di contrarre una patologia mortale comincia ad allontanarsi. Entro una quindicina di giorni dovremmo essere immuni».
Il vaccino viene somministrato in due fasi: la prima, quella del “giorno zero”, con iniezione intramuscolare da 0,3 millilitri, contenente 30 microgrammi di vaccino contro il Covid-19 circoscritti in nanoparticelle lipidiche. La seconda tranche sarà inoculata ai primi vaccinati a distanza di almeno 21 giorni. La preparazione delle dosi spetta agli operatori sanitari autorizzati che useranno tecniche asettiche, per garantire la sterilità della porzione di vaccino ed evitare eventuali dispersioni del liquido. Se la Protezione civile nazionale dovrà coordinare almeno 3500 medici e infermieri per eseguire le vaccinazioni, la Asl di Pescara ne dovrà individuare minimo una ventina da distribuire nelle varie “primule”, i gazebo (ne spunteranno 1500 in Italia) raffiguranti il fiore della rinascita, scelto come simbolo della campagna vaccinale anti Covid. Durante il vertice odierno si cominceranno a delineare i dettagli della macchina organizzativa che dovrà decidere il numero del personale da impiegare come vaccinatori, i tempi e gli step con cui si procederà nei prossimi mesi e infine chi, e con quali modalità, dovrà essere vaccinato dopo il personale sanitario.
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