Parte il taglio della diga Presto il progetto dei moli

Il varco sarà ampio 70 metri. Sarà realizzata anche una scogliera sott’acqua Del Vecchio: l’inizio dell’intervento è una risposta importante agli scettici
PESCARA. Il primo segno tangibile c’è. Il tanto atteso varco nella diga foranea si sta materializzando. Tra martedì e ieri è stato abbattuto il primo pezzo della “barriera” che, negli anni, ha creato tanti problemi e polemiche. E quell’apertura dà il senso concreto dell’avvio dei lavori che cambieranno il porto.
Questo è solo il primo passaggio, gli altri sono solo sulla carta, almeno per il momento. «Ma ormai gli interventi hanno preso il via e questo è un dato fondamentale», dice Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Il braccio destro del governatore pensa ai tanti che hanno espresso perplessità sull’inizio dei lavori, in maniera più o meno velata, dopo gli annunci che si sono susseguiti per mesi sull’avvio del cantiere. E ora può replicare soddisfatto. «Si può vedere ad occhio nudo quello che accade alla diga foranea». Per ora l’impresa (Rcm costruzioni) si sta occupando della parte che emerge dall’acqua mentre poi si passerà alla parte situata sotto il livello dell’acqua. Una volta ultimato, il varco sarà ampio 70 metri.
Non è possibile stabilire con esattezza i tempi. «Per il comitato Via i lavori vanno sospesi con l’apertura della stagione balneare ma ci sono quattro mesi di tempo e si andrà avanti senza soluzione di continuità». L’intervento appena avviato è duplice perché oltre al taglio della diga (per un importo di 3,5 milioni di euro) si provvederà anche alla realizzazione della scogliera sott’acqua (per 800mila euro). Intanto, dice Del Vecchio, si prosegue anche su un altro fronte, e cioè il progetto per i nuovi moli: l’Arap, incaricata della redazione, ha annunciato che a giorni consegnerà il progetto in questione, a cui sono già stati destinati 15 milioni di euro (nel Masterplan). Il Comitato Via dovrà valutare se il progetto è da assoggettare a Via o meno e, sul fronte delle risorse, «D’Alfonso si è impegnato a trovarne altre perché è chiaro che i 15 milioni non saranno sufficienti».
Del Vecchio non guarda solo avanti, con ottimismo. Ma guarda anche al lavoro svolto fino ad oggi e agli ostacoli incontrati. «Tutti si sarebbero fermati davanti alle difficoltà dell’iter e agli inghippi burocratici ma D’Alfonso li ha superati e si è arrivati all’approvazione del Piano regolatore portuale, dopodiché ha individuato i fondi per la realizzazione del Prp e si è anche impegnato a trovarne altri. Tra chi non credeva nell’avvio dei lavori e chi pensava di poter tirare fuori un’idea migliore, sono state diverse le persone che hanno sempre borbottato», sottolinea Del Vecchio. «Ora mi auguro che siano sempre più numerosi coloro che supportano l’intervento, anziché ostacolarlo. Certo, con il porto così non si poteva andare avanti. E qualcuno, D’Alfonso, ha pensato ad assumersi le responsabilità, contro tutto e contro tutti, mostrando perseveranza e dando prova di un modo di lavorare fatto di concretezza e non di promesse irrealizzabili».
Tra l’altro la trasformazione del porto rispetto all’assetto attuale «non può essere disgiunta da altri interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente, pur essendo in sé un’opera di grande valore economico e sociale». Ci sono da considerare, con uno sguardo più ampio, «anche altri interventi sull’alveo fluviale e sui depuratori nei comuni a monte. Tutte opere di puzzle più grande pensato per restituire bellezza e salubrità al corso d’acqua che ha un’influenza sull’economia turistica estiva di Pescara». (f.bu.)
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