Parte l’operazione sicurezza Da domani 6mila test sierologici

I cittadini saranno contattati a casa dalla Croce Rossa, la scelta verrà fatta a campione su base Istat L’assessore Verì: «Passo importante. Potremo anche ampliare la platea di persone da controllare»
PESCARA. Parte anche in Abruzzo la maxi operazione che prevede l’esecuzione di migliaia di test sierologici, con l’obiettivo di capire quante persone siano state contagiate dal coronavirus, anche in assenza di sintomi. La campagna consentirà di dare un’idea della reale diffusione del virus sul territorio, considerando che, secondo le stime, la patologia nel 60-80% dei casi colpisce in modo asintomatico. Malati, di fatto invisibili, che spesso non rientrano in nessuna statistica, proprio perché potrebbero non essersi mai accorti di essere stati contagiati. Il test sierologico serve ad indicare la presenza di anticorpi, che si trovano in ogni organismo che abbia contratto il virus. Sarà la Croce Rossa Italiana, a partire da domani, a contattare telefonicamente i cittadini individuati dall’Istat per essere sottoposti al test nell’ambito dello studio che coinvolgerà 150mila persone in Italia.
In Abruzzo il campione individuato dall’Istituto nazionale di statistica è di 5.561 cittadini residenti in 62 comuni: 1.628 in provincia di Chieti, 1.354 in provincia di Pescara, 1.318 in provincia di Teramo e 1.261 in provincia dell’Aquila. Il campione è stato individuato dall’Istat, affinché sia rappresentativo della società, seguendo una metodologia simile a quella del censimento. La Croce Rossa, attraverso operatori appositamente formati dei 14 comitati territoriali abruzzesi, contatterà i cittadini e fisserà gli appuntamenti in uno dei 32 centri individuati dalle Asl, che eseguiranno materialmente il prelievo. I campioni saranno analizzati nei due laboratori dell’Aquila e Pescara. Attraverso l’indagine si otterranno informazioni necessarie per stimare le dimensioni e l’estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali il sesso, l’età, l’area di appartenenza e l’attività economica. Le informazioni raccolte saranno essenziali per indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. I risultati dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati per successivi studi e per l’analisi con altri Paesi europei.
«Un passo importante», afferma l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, «perché questo studio consentirà di verificare l’attendibilità dei test sierologici, i cui risultati attualmente non sono ancora validati dal Ministero. Un grande tema, perché in caso di esito positivo ci consentirebbe di utilizzare questi esami per ampliare ulteriormente la platea di cittadini da sottoporre a controllo». In questo caso, infatti, si tratta di uno studio statistico, ma dal punto di vista sanitario i sierologici hanno generato non poche polemiche, tanto che la Regione nelle scorse settimane ha diffidato alcuni sindaci dal procedere in autonomia con i test sulla popolazione. L’assessore sottolinea che «non abbiamo nessuna preclusione ideologica su questa metodica, ma è necessario valutare l’attendibilità clinica e diagnostica di questo tipo di esame». L’indagine statistica che partirà domani servirà anche a questo. «La Croce Rossa», dice il presidente del Comitato regionale della Croce Rossa, Gabriele Perfetti, «oltre a fornire ogni informazione utile ai cittadini coinvolti nello studio, curerà il supporto logistico per il trasferimento dei campioni verso i laboratori di analisi».
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