Parte l’ospedale Covid In arrivo i primi malati

17 Maggio 2020

Pescara, Marsilio inaugura 32 posti: «Il 25 maggio trasferiamo i pazienti» Domani la consegna di altri letti. Sospiri e Masci: «Progetto unico in Italia» 

PESCARA. Lunedì 25 maggio il nuovo ospedale Covid di Pescara accoglierà i primi pazienti. Lo annuncia il presidente della Regione, Marco Marsilio, durante l’inaugurazione dei primi 32 posti letto di degenza sistemati nel 4° livello della palazzina ex Ivap, in via Rigopiano, adiacente all’ospedale Santo Spirito. La struttura da 11 milioni di euro è riservata esclusivamente ai pazienti Covid e sarà completata entro il 31 luglio con 181 posti complessivi, di cui 40 di terapia intensiva. In 30 giorni è stato realizzato il 40% del progetto. «Questo dell’Abruzzo è un modello virtuoso», spiega Marsilio, «perché tra tutte le strutture aperte in Italia esclusivamente per il coronavirus, il Covid hospital di Pescara è l’unico realizzato dentro un ospedale ma con una separazione fisica e importante degli spazi che consentirà di ottimizzare le risorse e di lasciare in eredità agli abruzzesi un’opera che sarà utile per la rete sanitaria regionale anche dopo la fine dell’emergenza».
IL TAGLIO DEL NASTRO. Le porte dell’ospedale Covid si sono aperte per la prima volta ieri mattina. Dopo la benedizione di Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne, Marsilio, il sindaco Carlo Masci, l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il direttore generale della Asl di Pescara Antonio Caponetti hanno tagliato il nastro per l’inaugurazione dei primi 32 posti letto del 4° livello. Ci sono quattro stanze da 5-6 letti ciascuna e un’altra, la più grande, che contiene il doppio dei posti. Il primo lotto è stato consegnato in tempi record, in 22 giorni lavorativi, in anticipo rispetto alle scadenze. «Il 25 maggio saranno trasferiti nella struttura i malati di coronavirus», annuncia il governatore Marsilio, «così il resto dell’ospedale potrà tornare alla funzione ordinaria».
«Questa è la giornata dell’orgoglio abruzzese», aggiunge il sindaco di Pescara Masci, «per ringraziare chi ha lavorato nella realizzazione di un fiore all’occhiello per tutta l’Italia».
IL MODELLO PESCARA. Durante la cerimonia, Marsilio ha ringraziato anche chi, lontano dall’Abruzzo, ha ispirato la costruzione dell’ospedale Covid a Pescara: la ricercatrice pescarese Antonella Santuccione, che ora vive in Svizzera. «Questo progetto è stato ispirato da lei, nata e cresciuta a Cepagatti», dice Marsilio. «Antonella mi ha tempestato di chiamate durante l’emergenza e mi ha spinto a realizzare questa struttura. Qualcuno dice che questo ospedale non serve e che sono soldi sprecati. Tutta la comunità scientifica, però, sostiene che l’unica strada per affrontare in maniera strutturale la pandemia è di realizzare strutture sanitarie blindate ed esterne all’offerta sanitaria. Con questa esperienza», conclude Marsilio, «abbiamo dimostrato come in Italia si possono realizzare opere pubbliche in maniera veloce, economiche e trasparenti. Abbiamo un “modello Pescara” che possiamo promuovere ed esportare».
LAVORI IN TEMPI RECORD. I lavori sono affidati alla Omnia Servitia dell’imprenditore lancianese Antonio Colasante che ha vinto la gara d’appalto da 5 milioni 63mila euro con un ribasso del 29%. Il primo lotto è stato consegnato in 22 giorni lavorativi, 72 ore prima della scadenza fissata. Domani saranno messi a disposizione altri posti: sarà completato il 4° livello (+18 letti), sarà consegnata l’ala destra del 5° livello, adibito a spogliatoi e studi medici, più la stecca corta del 7° livello con 11 posti in terapia intensiva (+4 per le emergenze). «Abbiamo concluso il 40% dei lavori in tempi record, resta da completare il 60% in 60 giorni», dice l’ingegnere Gianluca Di Loreto, direttore operativo della Omnia Servitia e coordinatore dello staff tecnico del progetto. «È un giorno di festa per premiare il coraggio delle istituzioni, dell’impresa e di tutti quelli che hanno creduto nel progetto».
La gara d’appalto è stata indetta il 12 aprile e il 18 sono stati consegnati i lavori. «Erano stati annunciati tempi record e Marsilio li ha pienamente rispettati», evidenzia Guerino Testa, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia. «Un record non facilmente eguagliabile, nel Paese delle lungaggini e della burocrazia, allestire in così poco tempo un’ala dell’ospedale di 600 mq con 32 posti letto».
L’UTILITÀ. L’ospedale Covid di Pescara è stato ribattezzato il piccolo Spallanzani d’Abruzzo. Servirà, come detto dal professor Giustino Parruti, presente ieri all’inaugurazione, per evitare la promiscuità tra pazienti Covid e no Covid e per rimettere in moto l’assistenza sanitaria dell’ospedale Santo Spirito sospesa per l’emergenza. «Pescara ha avuto l’intuizione che non c’è stata né al progetto Fiera di Milano né altrove in Italia», spiega Sospiri, presidente del consiglio regionale, «ovvero la necessità di realizzare un Covid hospital distinto, distante, protetto, ma comunque dentro il complesso dell’ospedale civile di Pescara. Una struttura che oggi serve per affrontare un’emergenza sanitaria che non è finita perché abbiamo ancora 100 pazienti ricoverati, ma che una volta finita la crisi, potrà essere utilmente impiegata per qualunque altra esigenza del nostro nosocomio. Inoltre, è importante», aggiunge Sospiri, «aver realizzato un’opera da 11 milioni non con i soldi degli abruzzesi, ma sapendo intercettare i fondi stanziati dal governo per l’emergenza Covid, con l’intervento di donazioni e della Banca d’Italia».
LA SANITÀ RIPARTE. «Ora riprenderà la normale attività sanitaria dell’ospedale di Pescara», spiega Alberto Albani, responsabile della task force regionale per l’emergenza. «Gli ospedali Covid sono fondamentali», conclude l’assessore Verì, «perché dobbiamo consentire alle strutture sanitarie di tornare a svolgere l’attività ordinaria. Immaginate la cura dei malati di tumore: non possono ancora attendere».
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