Parte la corsa per pagare l’Imu: il 16 giugno scade la prima rata

Oltre 30mila contribuenti si dovranno recare in banca o agli uffici postali per effettuare i versamenti Il consiglio comunale ha confermato le aliquote del 2022, rischio sanzioni del 30% per i ritardatari
PESCARA. Per i contribuenti si sta avvicinando un nuovo appuntamento con le tasse locali. Entro il prossimo 16 giugno si dovrà versare la prima rata dell’Imu, l’imposta applicata ai proprietari di immobili. Proprio la scorsa settimana, il consiglio comunale ha approvato la delibera contenente alcune modifiche al regolamento e le aliquote, che restano tali e quali a quelle dell’anno scorso. Non mancano tuttavia alcune novità, come ad esempio l’esenzione per i proprietari che si sono visti occupare abusivamente il proprio immobile. Ma ecco una breve guida.
LA SCADENZA Entro venerdì 16 giugno, dunque, si dovrà pagare la prima rata dell’Imu 2023 pari al 50 per cento dell’importo totale. L’altro 50 per cento dovrà essere versato a saldo entro il 16 dicembre. Il calcolo dovrà essere fatto dai contribuenti, non verranno quindi spediti dalla società di riscossione Adriatica risorse i bollettini precompilati come avviene per la Tari. Per effettuare il conteggio si può utilizzare la calcolatrice Imu che si trova nel sito di Adriatica risorse, cliccando sul Cassetto fiscale. Però, non sempre è funzionante.
CHI DEVE PAGARE L’Imu è dovuta dai proprietari di immobili, titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie anche se non residenti nel territorio di Pescara. Sono assoggettabili i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa. L’Imu non si applica alle abitazioni principale e alle relative pertinenze, ad eccezione di quelle di lusso classificate nelle categorie A/1, A/8 e A/9 e sulle pertinenze delle stesse accatastate come C/2, C/6 e C/7.
LE ALIQUOTE La scorsa settimana, il consiglio comunale ha confermato tutte le aliquote Imu applicate l’anno scorso. Alle abitazioni principali di lusso di categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (palazzi di pregio o storici) e alle relative pertinenze C/2 (magazzini), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte) deve essere applicata l’aliquota del 6 per mille con una detrazione di 200 euro. A tutti gli altri fabbricati, ai terreni agricoli e alle aree edificabili, il 10,60 per mille. Ai fabbricati rurali ad uso strumentale, l’uno per mille. Agli immobili affittati a canone concordato, il 10,60 per mille con una riduzione del 25 per cento dell’imposta totale. Agli immobili ceduti in comodato gratuito, il 10,60 per mille con una riduzione del 50 per cento della base imponibile. Sono esentati, invece, i nuovi fabbricati vuoti costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita e non affittati.
LE NOVITà Il consiglio comunale ha provveduto ad inserire anche alcune modifiche al regolamento dell’Imu. Innanzitutto, vengono esentati per la prima volta gli immobili occupati abusivamente per i quali sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria e comunicazione al Comune. Mentre ai proprietari residenti all’estero, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, viene applicata l’aliquota del 10,60 per mille con l’imposta ridotta al 50 per cento. Per ottenere questa agevolazione, tuttavia, è necessario possedere una sola unità immobiliare ad uso abitativo, non locata.
CALCOLI E SANZIONI Per effettuare il calcolo dell’Imu per un’abitazione si dovrà innanzitutto individuare la rendita catastale (presente ad esempio nell’atto di compravendita) che andrà rivalutata del 5 per cento. Dopodiché, si dovrà moltiplicare il valore ottenuto per 160. Al risultato andrà applicata l’aliquota e poi l’eventuale detrazione. I contribuenti che effettuano in ritardo i pagamenti rischiano una sanzione del 30 per cento, più gli interessi. Tuttavia, per potersi mettere in regola entro un anno, si potrà utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso che prevede forti sconti sulle sanzioni.

