Partecipi solo se sei pescarese: caos sul garante per l’infanzia

16 Settembre 2022

Otto candidati in corsa ma per tre professionisti arriva lo stop: «Non vivono e non votano in città» Ora però spunta una sentenza che stabilisce l’incostituzionalità dell’esclusione: il bando rinviato

PESCARA. Il prossimo garante per l’infanzia e l’adolescenza deve essere residente a Pescara e deve votare in un seggio elettorale della città. È un requisito indispensabile che batte anche «la comprovata competenza ed esperienza nell’ambito delle scienze giuridiche, psicologiche, sociali o pedagogiche». Ieri, il consiglio comunale avrebbe dovuto eleggere il garante ma il voto è saltato ed è stato rinviato a lunedì prossimo, a partire dalle ore 8.30. Su 8 candidati in corsa, tre sono stati esclusi «non essendo residenti a Pescara e pertanto non iscritti nelle liste elettorali del Comune di Pescara da almeno un anno dalla pubblicazione dell’avviso». Tra i tre scartati c’è anche una abitante di Spoltore, una delle tre città che, dal 2024 o dal 2027, formeranno la Nuova Pescara. Ma è costituzionale vietare a una persona residente altrove di partecipare a un bando pubblico? La risposta è no, in base a una sentenza che ieri è circolata in consiglio comunale poco prima del rinvio della votazione e che adesso potrebbe mettere a rischio la nomina.
LA SENTENZA Il precedente è un pronunciamento del Tar Toscana che, nel 2017, ha sostenuto che il merito è più importante del posto in cui si vive. La sentenza sottolinea che l’articolo 51 della Costituzione prevede che «tutti i cittadini possano accedere agli uffici pubblici secondo i requisiti stabiliti dalla legge». E sulla base della Costituzione, dice il Tar, la giurisprudenza della Corte costituzionale chiarisce che «l’accesso in condizioni di parità ai pubblici uffici può subire deroghe, con specifico riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando il requisito medesimo sia ricollegabile, come mezzo al fine, all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato». Quindi, spiega la sentenza, sono ammesse «ragionevoli discriminazioni» fra concorrenti basate sulla residenza solo se esse sono corrispondenti a situazioni connesse con l’esistenza di «particolari e razionali motivi di più idonea organizzazione di servizi».
OTTO CANDIDATI Secondo l’ordine di arrivo delle domande, gli 8 concorrenti al bando “riservato” ai pescaresi sono Monia Scalera di Chieti, Mario D’Avino di San Giorgio a Cremano, Giacomo Cecchinelli di Pescara, Fulvia Cetrullo di Spoltore e poi Anna Lisa Ferrante, Teresa Ascione, Maria Anna Tambone e Claudia Di Pasquale, tutti di Pescara. L’incarico di garante comunale non prevede compenso.
ESCLUSI E CURRICULUM Scalera, avvocato, commissario governativo per le adozioni internazionali, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti e curatore speciale al tribunale per i minorenni, D’Avino, docente e pedagogista, e Cetrullo, pedagogista, insegnante e fondatrice dell’Istituto internazionale Vivere Montessorianamente di Pescara, sono stati scartati per via della residenza anagrafica, senza esaminarne le competenze. Gli altri 5 in lizza sono Cecchinelli, avvocato, Ferrante, insegnante, Ascione, preside dell’istituto comprensivo Pescara 1, Tambone, docente e assistente sociale, e Di Pasquale, vice presidente della Commissione per le pari opportunità della Provincia di Pescara e sorella del consigliere comunale di Forza Italia Alessio Di Pasquale.
IL VOTO Il garante è eletto dal consiglio comunale dopo il parere della commissione Politiche sociali: lunedì servirà la maggioranza dei due terzi dei componenti alla prima votazione; maggioranza assoluta dalla seconda in poi. Senza indicare uno tra gli 8 candidati, la commissione ha espresso già «parere favorevole» alla delibera con l’astensione dei consiglieri Pd Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli e Marinella Sclocco (lista Sclocco sindaco).