Parti prematuri, cresce la percentuale in Abruzzo

Aumentano i casi di nascite entro le 37 settimane di gravidanza e i rischi connessi Nel Pescarese, sono state trecento negli ultimi quattro anni. Sos alla Regione
PESCARA. Sono 300 i bimbi prematuri nati negli ultimi 4 anni negli ospedali della Asl di Pescara-Penne-Popoli. Pesano al di sotto del chilo e mezzo e nascono entro le 37 settimane di gravidanza. In Italia, il calcolo dei nascituri precoci si attesta sul 6-8%; nel mondo è l’8-10 percento. Tendenza sempre più in ascesa a causa di fattori variabili che riguardano i cambiamenti della società e quelli biologici, che influiscono sulle decisioni delle donne di diventare madre: inseminazione artificiale, gravidanze ritardate, fertilità ridotta, alimentazione sbagliata. Il rischio che i prematuri diventino bambini disabili è alto e per questa ragione, dopo la nascita, gli specialisti eseguono dei test periodici per individuare precocemente eventuali probabilità.
È quanto emerge dal convegno “Neurosviluppo dell'età evolutiva” tenuto sabato scorso nell'aula magna dell'ospedale di via Fonte Romana. All'incontro, organizzato dal neonatologo Carmine D'Incecco in qualità di responsabile della sezione regionale della società italiana di Neonatologia, hanno partecipato il professor Giampaolo Donzelli, luminare dell'ospedale pediatrico Mayer di Firenze, che ha relazionato su "Il bambino che non c'è", e Luca Antonio Ramenghi, direttore scientifico del Gaslini, che ha divulgato dati su "La vulnerabilità dell'encefalo del pretermine".
All'evento hanno partecipato oltre un centinaio di persone tra pediatri, responsabili dei Punti nascita, neonatologi, infermieri, fisioterapisti, neuropsichiatri infantili. «L'obiettivo» spiega d'Incecco « è quello di rafforzare l'allenza tra neonatologi (una trentina, dislocati nelle terapie intensive delle varie Asl e nei Punti nascita di Avezzano, Sulmona, L'Aquila, Teramo, Sant'Omero, Chieti, Lanciano-Vasto e Pescara ) e pediatri per seguire lo sviluppo neuroevolutivo dei prematuri che hanno bisogni assistenziali complessi, anche perché sono a rischio disabilità. Nel tempo, possono presentare problemi psicomotorie e uditive, quindi vanno accompagnati in un percorso che individui per tempo il pericolo.
Sulle cause della nascita dei bambini prematuri bisogna tener conto che i tempi sono cambiati e le donne hanno gravidanze in età più avanzata, superati i 30 anni, e spesso ricorrono alla inseminazione artificiale laddove non riescono naturalmente. Inoltre la fertilità si riduce, la popolazione invecchia e aumentano anche i parti gemellari. Ecco perché, per intercettare i rischi, dopo la nascita, eseguiamo test di caratura internazionale, con cadenza periodica. A Pescara, la percentuale stimata è piuttosto bassa, 12-15 percento».
Anche grazie, sottolinea il direttore dell'Unità operativa complessa terapia intensiva neonatale D'Incecco, «all'ottima assistenza che accompagna bimbi, mamme e famiglie nel cammino verso il ritorno a casa». Il bimbo precoce viene tenuto per almeno due mesi nelle incubatrici, alimentato, curato e stabilizzato fino al raggiungimento di almeno uno standard di peso di 1 chilo e 800 grammi, tenendo conto delle individualità di ciascuno. Nel corso del convegno, è stato lanciato un appello alla Regione per sollecitare l'avvio del trasporto regionale dei piccoli pazienti tra le varie terapie intensive della Asl. La delibera regionale è pronta. Ora è necessario premere sull'acceleratore per far partire il servizio. Prossimo appuntamento il 17 novembre, giornata internazionale del Prematuro, quando si riuniranno i responsabili dei centri abruzzesi per discutere la riabilitazione dei bambini precoci.
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