Partita di solidarietà, i creditori reclamano

2 Novembre 2017

Ci sono circa 15mila euro di debiti tra albergo, ristorante, grafica e biglietti aerei Ma la responsabile della fondazione organizzatrice dell’evento è irreperibile

PESCARA. Hanno anticipato di tasca loro tutto quello che serviva per aiutare a organizzare la partita di Solidarietà dello scorso primo giugno a Francavilla tra la nazionale Calcio Tv e una squadra di professionisti locali per raccogliere fondi in favore della fondazione pescarese “Il Salvagente” che si occupa di assistenza sociale e socio-sanitaria con particolare riguardo alle persone svantaggiate.
Solo che a distanza di cinque mesi non solo non hanno rivisto un euro di quanto anticipato, ma a loro dire hanno perso proprio le tracce dell’organizzatrice e presidente della fondazione. Si tratta di un debito complessivo di circa 15mila euro maturato nei confronti di un’agenzia viaggi di Francavilla che ha fornito 5-6mila euro di biglietti aerei per il trasferimenti della squadra ospite; del ristorante Hawaii di Pescara per la cena di pesce per 70-80 persone a un prezzo già scontato di duemila euro; dell’organizzazione della Nazionale calcio Tv a cui deve ancora il cachet di circa 3mila euro; di un albergo di Francavilla dove tutto lo staff ha soggiornato ma che per questioni di immagine non vuole rendere noto il debito; di un privato che per circa tre mesi avrebbe lavorato come autista e factotum per la presidente dell’associazione senza prendere il mensile pattuito di mille euro e anticipando tutte le spese per spostamenti e benzina anche in occasione di quell’evento, e infine del titolare di un Centro servizi di Pescara che avrebbe fornito le realizzazioni grafiche per 580 euro. Proprio quest’ultimo, D.D.N. si è rivolto al Centro e ha scritto a “Striscia la notizia”. Anche perché, ospite d’eccezione di quella partita fu proprio il Gabibbo, evidentemente inconsapevole del flop dell’evento per cui il Comune di Francavilla diede l’utilizzo gratuito dello stadio Valle Anzuca. Spalti semivuoti e zero incassi.
«Dopo la partita», protesta il titolare del Centro servizi, «tutti gli appuntamenti sono stati disattesi, non è mai passata a saldare il conto ed è sparita senza rispondere né al telefono né ai messaggi. Dopo circa una settimana è tornata a farsi sentire per telefono, sostenendo di essere in attesa dei pagamenti da parte del Comune e adducendo altre scuse. Poi ci ha fatto telefonare da un tale che si è qualificato come impiegato di banca che chiedeva di aspettare ancora qualche giorno. Ma da allora continua a essere irreperibile».
«Non solo non ha ancora pagato», racconta il titolare delle Hawaii Alessandro Zito, «ma per quella cena ci fece ricomprare anche tutti i piatti e i bicchieri, perché disse che gli ospiti dovevano essere circa 300. Invece ci ritrovammo con un’ottantina di persone e un danno anche dper la roba ordinata. A fine serata ci disse che non aveva con sè il libretto degli assegni e che sarebbe tornata nei giorni successivi. Glielo feci scrivere, come garanzia, ma non si è più vista, è proprio sparita».
Una beffa alla quale nessuno dei creditori ha reagito con una denuncia. «Sarebbero altri soldi da spendere per l’avvocato e non ne vale la pena», concordano, convinti anche che il debito a cui la signora non riesce a far fronte sia conseguenza dell’evento andato male. «Non l’ha saputo pubblicizzare», le rimproverano, «e c’è andata sotto con le spese». Un po’ come stava succedendo a dicembre del 2016 quando la stessa fondazione contattò la nazionale Attori per una partita del Cuore da fare allo stadio di Pescara. «Cinque giorni prima dell’evento», racconta Livio Lozzi, presidente della Nazionale attori, «mi disse che aveva venduto solo cento biglietti, e annullammo subito senza neanche chiederle la penale. I rimborsi per le nostre trasferte vanno bonificati sul conto della onlus entro 5 giorni dall’evento ed esclusivamente con gli sponsor, e quindi a quel punto annullammo tutto per l’organizzazione evidentemente molto indietro».
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