Pasqua e Pasquetta, ecco dove andare in Abruzzo

30 Marzo 2024

Tradizione, arte, natura e gastronomia: alla scoperta della nostra regione

PESCARA. Stendere una bella tovaglia a scacchi sul prato, accendere la brace e abbandonarsi a un’immersione nella natura. Azzardare un picnic in riva al mare, approfittando della temperatura che comincia a farsi più calda. Oppure infilarsi gli scarponcini da trekking e prepararsi per una impegnativa escursione montana. O ancora, scegliere una passeggiata tra le bellezze di uno dei borghi delle colline abruzzesi, visitando castelli, palazzi e chiese. Insomma, parafrasando il classico detto, “a Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi”, in Abruzzo c’è solo l’imbarazzo della scelta per animare le due giornate festive di Pasqua. Meteo permettendo, ovviamente. Le previsioni, per ora, indicano soleggiato o poco nuvoloso per domenica, in peggioramento con possibilità di pioggia nel pomeriggio del Lunedì dell’Angelo.
I riti deL GIORNO DI PASQUA
Una tradizione tutta abruzzese per il giorno di Pasqua è il rito della Madonna che scappa, a Sulmona. Nella centrale piazza Garibaldi, a mezzogiorno, si ripete l’antica cerimonia tanto sentita dai sulmonesi, ma amata anche dai turisti che accorrono anche dall’estero per vederla. A sorreggere a spalla la statua in lutto, i portatori della confraternita di Santa Maria di Loreto, che in tunica bianca e mozzetta verde camminano con il passo cadenzato dello “struscio”, prima di irrompere nella corsa che accompagna la Madonna verso il Cristo Risorto. Cade il mantello nero e la statua appare con il vestito verde brillante. Stessa matrice, nell’incantevole borgo di Introdacqua, per il meno conosciuto ma altrettanto suggestivo rito della Madonna che véle (che “vola”). Qui la statua della Vergine vestita a lutto si muove lungo la salita di San Rocco, portata a spalla da quattro giovani, che si librano nella corsa verso il Cristo Risorto quando giungono a metà della piazza. Il mantello nero si perde, lasciando la Madonna in veste celeste, nella mano destra una rosa. A Pratola Peligna, il rito prende il nome della Resuscita: in Piazza Garibaldi la Madonna vestita a lutto perde il manto nero durante la corsa svolta dai Confratelli della SS. Trinità. Questa volta anche la statua del Cristo Risorto le va incontro, fino al simbolico abbraccio davanti alla storica fontana, tra voli di colombe. Doppio appuntamento il giorno di Pasqua nel centro storico di Spoltore. In piazza Di Marzio ci sarà lu Scucchje, tradizionale gioco in cui i contendenti si affrontano a colpi di uova sode, che devono scontrarsi senza rompersi. Alle 12, poi, in piazza D’Albenzio, il rito dell‘Abbandunate, con la corsa della statua che fa cadere il manto nero del lutto, per scoprire la splendida veste bianca.
pasquetta nei borghi
Per Pasquetta, Roccascalegna, nella media Valle del Sangro, torna a immergersi nel Medioevo. Nelle viuzze ai piedi del suggestivo castello sospeso nel vuoto su uno sperone di roccia si alterneranno combattimenti, musica, esibizioni di caccia e falconeria, spettacoli teatrali e di giocoleria per far rivivere le atmosfere dell’anno Mille.
Un piccolo gioiello arroccato sulle colline teramani è Campli, borgo dove le tradizioni secolari sono ancora vive e dove il tempo scorre piacevolmente lento. Autentico scrigno di arte e storia, le origini di questo luogo si perdono nel tempo, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella vicina Campovalano, dove sono tornati alla luce centinaia di tombe di epoche che vanno dall’età del bronzo alla conquista romana. Ma il massimo splendore arriva tra il XVI ed il XVIII secolo quando a governare la città sono i Farnese. Il borgo è ricco di fascino, con i suoi cortili, i loggiati e pregiati edifici come il Palazzo del Parlamento e la Casa del medico e dello speziale. Poi la Chiesa di Santa Maria in Platea, custode di importanti opere artistiche, con la sua cripta del XII secolo, uno spazio in cui si trovano delle piccole navatelle interamente ricoperte da affreschi di scuola giottesca. Da non perdere celebre Scala Santa, costruita XVIII secolo a ridosso della Chiesa di San Paolo e composta di ventotto gradini in legno di quercia circondati da pareti laterali ricoperte di dipinti. Secondo un’usanza risalente al 1772, i fedeli percorrono la Scala Santa in ginocchio raccolti in silenziosa preghiera per ricevere l’indulgenza plenaria. Nella parte nord del paese c’è il Museo nazionale archeologico di Campli, visitabile anche durante le festività pasquali. Nella sede dell’antico convento di San Francesco, raccoglie i numerosissimi reperti archeologici rinvenuti nell’area di Campli e dintorni, molti dei quali provenienti dalla necropoli di Campovalano.
TRA CULTURA E NATURA
Un vero gioiello nel cuore della Marsica, Aielli propone un itinerario variegato tra natura, cultura, scienza e arte. È il borgo dei famosi murales, opere di street art che dal 2017 riempiono di vita e colori le vie e le strade. Accompagnati dalle guide locali (prenotazioni tel. 348 480 6834), si potranno apprezzare le storie di ogni creazione. E alla visita al borgo, si può abbinare una tappa alla Torre delle Stelle, per l’osservazione astronomica del Sole e delle costellazioni, guidati dagli esperti astronomi (prenotazioni tel. 347 796 1503). Ulteriore chicca di questo straordinario borgo inserito nel Parco regionale del Velino-Sirente, la trascrizione completa del romanzo che proprio qui nella Marsica Ignazio Silone aveva ambientato: Fontamara, scritto parola per parola su un muro di circa 100 mq. Altri due muri, poi, sono dedicati ai versi della Divina Commedia, realizzata in occasione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri, e alla Costituzione della Repubblica Italiana. Per Pasquetta animeranno le piazzette e gli slarghi del paese, spettacoli e musica dal vivo.
Sempre tra natura, storia e cultura è l’itinerario di Popoli. Qui, all’ombra del Castello Cantelmo, dove il fiume Pescara si congiunge con l’Aterno, si sviluppa una “città delle acque”, ricca di sorgenti che alimentano le terme. Viuzze, ampie piazze e scalinate si alternano ai cortili dei palazzetti signorili, alle fontane, alle chiese e ai campanili. Poco lontano, ci sono le sorgenti del Pescara, trasparente specchio d’acqua che nasce dalle tante polle che sgorgano ai piedi di Colle Capo Pescara, alimentate dall’acqua degli altipiani di Campo Imperatore a del Sirente-Velino. In cima al paese, si vedono le rovine del Castello medievale, di cui restano la torre settentrionale e le mura a pianta pentagonale, dell’anno 1015, e il torrione circolare rinascimentale. Visto che ci troviamo nel Parco nazionale della Majella, vale una visita anche il Centro visita del Lupo, proprio ai piedi del Monte Morrone, gestito dai Carabinieri forestali dello Stato che vi accolgono gli animali feriti o malati che vengono curati per essere restituiti al loro ambiente naturale. Oltre ai lupi, si possono ammirare cervi, daini, mufloni e vari rapaci come il gufo reale. Per il weekend di Pasqua il Centro ha programmato aperture e visite speciali, con partenza alle 10.30 e14.30 (085-9808009).