Passeggeri in calo, la Saga si difende sui nuovi dati

Il direttore Bruni replica: «Al netto dei tagli di Linate e Torino, sono in aumento» Ma D’Alfonso (Pd) contrattacca: «È come perdere 3 a 0 e dire di aver vinto»
PESCARA. Il dg della Saga replica a Luciano D’Alfonso sul calo dei passeggeri all’aeroporto d’Abruzzo. E il deputato del Pd controbatte e rilancia. Il nuovo duello preelettorale sullo scalo aereo si consuma attorno a un numero: 12mila utenti in meno nei primi mesi del 2024, con il picco negativo raggiunto ad aprile, secondo i dati diffusi da Assaeroporti.
«Il taglio dei collegamenti per Milano Linate e Torino, ricordiamo legato esclusivamente a motivazioni commerciali delle compagnie, è ormai un fatto noto. È evidente che con due collegamenti in meno, il numero dei passeggeri si riduca». Esordisce Luca Bruni, il direttore generale della società controllata dalla Regione Abruzzo che gestisce lo scalo, «ma al netto della cancellazione di quelle due rotte», afferma, «particolarmente utilizzate nel periodo invernale da tutta quella utenza che si muove per ragioni di lavoro, l’aeroporto d’Abruzzo sarebbe ancora una volta in crescita».
Questa dunque è la sua analisi dei numeri: «Se andiamo a sommare i passeggeri che sono stati registrati dai due voli, nel periodo gennaio-aprile 2023 quando cioè erano ancora operativi, vediamo che il risultato è di 32.856, con Linate che nei 4 mesi aveva totalizzato 19.560 viaggiatori e Torino 13.296», prosegue Bruni che tira le somme: «Senza questi due voli, nei primi quattro mesi del 2024 Abruzzo Airport ha raggiunto 206.359 passeggeri. L’anno prima i passeggeri erano stati 220.416, ossia 14.057 in più. Tolti i 32.856 passeggeri di Milano Linate, che in autunno andremo a recuperare con la continuità territoriale e Torino, che proprio in questi giorni rientra in operatività nell’ambito della summer, l’aeroporto sarebbe addirittura in crescita di oltre 18.799 mila unità».
Ma la risposta di Bruni alle accuse lanciate due giorni fa da D’Alfonso inducono il deputato a contrattaccare.
«La replica del direttore generale dell’aeroporto ai dati che vedono in netta riduzione il numero dei passeggeri che transitano per Pescara (che diventano19.022 in meno se si considerano gli ultimi sei mesi) sfiora il non sense. In pratica, è come se l’allenatore di una squadra che ha appena perso per tre a zero dicesse che se gli avversari non avessero segnato tre gol, la partita sarebbe finita in parità. Invece di arrampicarsi sugli specchi», incalza il Dem, «Bruni dovrebbe spiegare perché sono stati cancellati i voli per Linate e Varsavia, perché le frequenze per Torino, Barcellona (Girona), Bergamo, Dusseldorf, Malta e Memmingen sono state ridotte e, soprattutto, perché gli orari dei voli di quest’anno sono molto più scomodi rispetto a quelli dell’anno scorso pur mantenendo le stesse destinazioni. E dovrebbe anche spiegare», conclude, «come mai non vi è traccia del cantiere del famoso allungamento della pista, finanziato nel 2016 dalla giunta regionale che ho presieduto e avviato in pompa magna dal presidente Marsilio soltanto a febbraio scorso».
Il duello prosegue. (l.c.)

