Pasti e ospitalità per i soccorritori

29 Gennaio 2021

Un paese mobilitato: volontari a fianco delle famiglie e di quanti forniscono aiuto

MASSA D’ALBE. Tutta la Marsica si è stretta attorno ai familiari dei quattro dispersi, e ai soccorritori impegnati nelle difficili operazioni in quota, per fornire ogni tipo di aiuto utile: dai pasti caldi ai letti per la notte, dal sorriso a una parola di conforto.
A Forme, frazione di Massa d’Albe alle pendici del Velino diventata il centro delle operazioni di soccorso e di attesa, gli abitanti hanno aperto le porte delle case, mentre le associazioni di volontariato, dalla Pro loco agli Alpini, dai Grifoni a Quissi delle Forme, hanno fatto a gara per fornire pasti caldi nell’ex scuola elementare. «La catena della solidarietà», afferma Nicola Blasetti, assessore di Massa d’Albe, «scattata sin dal primo momento, è stata un crescendo di partecipazione e di aiuti arrivati da un gran numero di persone e attività commerciali che hanno voluto far sentire la vicinanza e l’affetto ai familiari e ai soccorritori giunti da tutta Italia nella speranza di ritrovare vivi i ragazzi. Anche l’amministrazione sta dando il supporto necessario. Questo è il grande cuore dell’Abruzzo». Oltre agli specialisti del soccorso, l’esercito e le forze dell’ordine, impegnati in prima linea, partecipano alle operazioni le squadre dei volontari delle protezione civili di Avezzano, Magliano de’ Marsi e Tagliacozzo. Sul posto, quasi tutti i giorni, anche i sindaci Nazzareno Lucci (Massa), Gianni Di Pangrazio (Avezzano) e Pasqualino Di Cristofano (Magliano), nonché altri amministratori. «La mobilitazione a tutti i livelli», commenta Maurizio Seritti, consigliere comunale di Avezzano, delegato alla Protezione civile, sul posto sin dalle prime ore, «dimostra il grande cuore del popolo avezzanese e marsicano vicino alle quattro famiglie dei dispersi e ai soccorritori. Speriamo ancora in un miracolo». Nessuno qui, infatti, vuole rassegnarsi al peggio, anche se, purtroppo, col passare del tempo le speranze si affievoliscono, mentre i genitori e i familiari, ogni giorno scrutano in alto, verso il monte Velino, cullando il sogno di veder riapparire in mezzo al manto bianco i loro cari: Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino.
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