Patenti speciali, l’Asl chiede i danni all’ex presidente

9 Settembre 2014

L’inchiesta sulle visite, D’Amario approva la costituzione in giudizio «Siamo parte offesa, sì al risarcimento». Ma il reato di truffa è già caduto

PESCARA. La cifra sarà annunciata il 22 ottobre prossimo in un’aula del tribunale di Pescara all’apertura del processo a carico dell’ex presidente della commissione patenti speciali, Adelina Di Biagio: la Asl di Pescara chiederà i danni per l’indagine che ha interessato la commissione medico locale. Un’inchiesta partita dalle ipotesi di truffa e di interruzione di pubblico servizio ma che approderà in dibattimento soltanto per il presunto reato di rivelazione di segreto d’ufficio.

A prendere la decisione di costituirsi in giudizio e di presentare la richiesta di un risarcimento danni, è stato il direttore generale Claudio D’Amario sulla base di una relazione scritta dalla dirigente del dipartimento Affari legali Francesca Rancitelli e con i pareri favorevoli del direttore sanitario Fernando Guarino e del direttore amministrativo Domenico Carano.

Quanto chiederà la Asl non si sa ancora: appena il 4 settembre scorso, D’Amario ha affidato l’incarico legale all’avvocato Antonella Faieta e lo studio del fascicolo con gli atti dell’indagine è soltanto all’inizio e la stesura di una memoria non è stata ancora avviata. Ma è certo, così emerge dalla delibera del direttore generale, che la Asl avanzerà la richiesta di un risarcimento: «La Asl è stata indicata quale persona offesa», scrive la Rancitelli in merito all’inchiesta, portata avanti dagli agenti della polizia giudiziaria e coordinata dal pm Gennaro Varone. «Pertanto», continua la dirigente Asl, «è interesse della Asl costituirsi parte civile nel procedimento onde ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei fatti» contestati.

L’indagine sulle patenti speciali, innescata dall’esposto di un sindacato della sanità, era partita con le ipotesi di truffa e di interruzione di pubblico servizio ruotando intorno alle visite e ai costi pagati dai pazienti e, nel mirino degli investigatori, era finita anche l’attività di segretaria svolta durante l’orario di lavoro dei dipendenti Asl per accumulare così più gettoni di presenza legati alle riunioni della commissione. Ma nell’udienza preliminare del 13 marzo scorso i due reati più gravi sono caduti: assistita dall’avvocato Dante Angiolelli, Di Biagio è stata rinviata a giudizio solo per rivelazione di segreto d’ufficio mentre è stata prosciolta dall’accusa di truffa e di interruzione di pubblico servizio. Per lo stesso caso, era stata coinvolta anche il medico legale Giuliana Iachini, ex componente della commissione: assistita dall’avvocato Aldo Moretti, Iachini è stata condannata alla pena di due mesi e 20 giorni (pena sospesa) per rivelazione di segreto d’ufficio. Anche Iachini, come la Di Biagio, è stata assolta dal reato di interruzione di pubblico servizio.

Sia Di Biagio che Iachini, con la riforma delle commissioni di invalidità della Asl, decisa l’11 agosto scorso da D’Amario, fanno parte della decima commissione: Di Biagio in qualità di medico esperto e Iachini come componente. La stessa delibera, però, annunciando le nuove regole delle commissioni di invalidità esclude dall’incarico «i componenti che rivestono cariche politiche o siano rappresentanti sindacali o che, negli ultimi 5 anni, siano stati sottoposti a procedimenti penali con sentenza di condanna passata in giudicato o, nello stesso arco di tempo, siano stati destinatari di avvio di procedimenti giudiziari o sanzioni disciplinari».

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