Patto per l’Abruzzo, chiusi i tavoli tematici

23 Dicembre 2023

Completata la prima fase della stesura del programma, da gennaio gli altri incontri con i cittadini

PESCARA. Concluso il ciclo di incontri con associazioni e movimenti per il programma del Patto per l’Abruzzo.
«Concludiamo una fase importante del nostro percorso con soddisfazione, ma anche con la consapevolezza della grande responsabilità che la partecipazione impone»: lo dichiara Luciano D’Amico, candidato alla Presidenza della Regione per il Patto per l’Abruzzo, al termine della serie di incontri con organizzazioni, associazioni e movimenti per la redazione del programma.
Dal 12 al 21 dicembre, nel comitato elettorale di piazza Unione, a Pescara, si sono tenuti otto tavoli, su varie tematiche: volontariato, terzo settore e sport; diritti, pari opportunità e istituzioni; transizione ecologica; agricoltura, economia e lavoro; infrastrutture e transizione digitale; istruzione, ricerca e formazione; cultura e turismo; salute pubblica.
Le proposte che sono state avanzate dai numerosi rappresentanti di associazioni e movimenti rappresentano un filone di idee che si aggiunge a quello costituito dalla possibilità di interagire direttamente attraverso il sito web www.lucianodamico.it, al confronto e all’elaborazione delle forze civiche e politiche che compongono il Patto per l’Abruzzo, agli ulteriori incontri che ci saranno da gennaio, nel corso dei quali le cittadine e i cittadini potranno portare il loro contributo di persona.
«Quando, presentando il nostro approccio, sosteniamo che l’Abruzzo merita molto di più», dice D’Amico, «esprimiamo una convinzione profonda, che sta emergendo in tutta la sua evidenza anche in queste fasi di confronto con le abruzzesi e gli abruzzesi. È sufficiente, del resto, soffermarsi su ciascuno dei titoli dei tavoli degli ultimi giorni per comprendere quanto, su ognuno di quei temi e quegli ambiti, la nostra regione deve risolvere problemi, recuperare terreno, esprimere al meglio le sue potenzialità. Il coinvolgimento e la partecipazione servono anche a mettere a frutto questa straordinaria spinta al cambiamento, a rendere concreta e fruttuosa la consapevolezza che il salto di qualità non solo è possibile, ma è nelle corde della nostra regione».(c.s.)