Paul: invidiai John dopo la morte

6 Luglio 2015

Caduta di stile di Paul McCartney che ha confessato come la sua prima ed immediata reazione alla notizia della morte di John Lennon l’8 dicembre del 1980 fu di «frustrazione» perché la sua uccisione...

Caduta di stile di Paul McCartney che ha confessato come la sua prima ed immediata reazione alla notizia della morte di John Lennon l’8 dicembre del 1980 fu di «frustrazione» perché la sua uccisione ne aveva fatto un martire «elevandolo al livello di James Dean ed anche oltre».

Il 73enne co-fondatore dei Beatles e autore di alcune delle più belle canzoni della storia della musica, in un’intervista alla rivista americana Esquire, ha rivelato alcuni aspetti del suo carattere che confermano come talvolta sia meglio limitarsi ad apprezzare le opere di un’artista, ignorando tutto dell’autore.

«Quando John fu colpito a morte», ha affermato McCartney, «a parte il puro orrore della cosa, la cosa che capii subito e che ciò che sarebbe rimasto “Ok, ora John è un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho inziato a sentirmi frustrato perché la gente avrebbe iniziato a dire: “Be’ i Beatles erano lui” e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi. Ci sarebbe stata molto revisionismo dopo che spararono a Lennon».

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