Paziente scrive: vorrei curarmi ma così non posso
Una paziente di Radioterapia ha scritto una lettera al “Centro”. Eccola: «È con tanta amarezza che invio questa mia lettera perché un cittadino di uno stato civile non dovrebbe mai trovarsi nella...
Una paziente di Radioterapia ha scritto una lettera al “Centro”. Eccola: «È con tanta amarezza che invio questa mia lettera perché un cittadino di uno stato civile non dovrebbe mai trovarsi nella situazione che sto per descrivere.
Sono ahimè una paziente oncologica, ho subito un intervento di quadrantectomia alla mammella la scorsa primavera e sono in lista per sottopormi a un ciclo di radioterapia all’ospedale civile di Pescara. Vengo convocata per la prima visita a giugno e mi viene proposto di aderire al turno notturno, che vuol dire fare la radioterapia in una fascia oraria compresa tra le 20 e le 24, e in questo modo si riesce ad aspettare un po’ meno rispetto alla lista d’attesa diurna. Aderisco immediatamente, inizierò un po’ prima la mia cura: è risaputo che il tumore si combatte sul tempo! Ma ecco la sorpresa tutta italiana: pochi giorni fa ricevo la telefonata dal servizio di Radioterapia: il turno notturno è stato soppresso per mancanza di fondi e io, come altri, rientrerò nella più lunga lista d’attesa diurna. Non ci sono fondi... si può credere? Io non lo credo e mi riempie di tristezza non avere altro mezzo per difendere il mio diritto a essere curata che scrivere al giornale».

