Penne, 5mila persone alla processione del Venerdì santo

20 Aprile 2019

Tanti turisti e associazioni hanno seguito il corteo Nel centro storico incappucciati, addoloratine e il miserere

PENNE. Solenne, emozionante, commovente e partecipata come ogni anno, ieri sera la 34 del Venerdì santo di Penne ha visto la presenza di oltre cinquemila persone.
Una delle più antiche di tutto l'Abruzzo, la processione pennese si è snodata per le vie del centro storico riuscendo ad attirare anche quest’anno tantissimi cittadini devoti, ma anche turisti.
Alle 19, il corteo che accompagna il Cristo morto dalla chiesa dell'Annunziata ha attraversato tutta la zona più antica – da Colle Sacro a Colle Castello, fino a far ritorno in piazza Luca da Penne – accompagnata dagli incappucciati, dalle “addoloratine”, dal coro del miserere e dalle associazioni cittadine, oltre a tanti scout. Quest’anno per la prima volta si è unita al serpentone dei fedeli anche una delegazione dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, che si batte per la sopravvivenza del San Massimo. Come sempre le più alte cariche religiose, civili e militari cittadine hanno preso parte alla liturgia pennese, a partire dal sindaco Mario Semproni, con il parroco don Andrea Di Michele.
Durante tutta la processione, in un’atmosfera di sentita partecipazione religiosa, i tanti fedeli, unitamente ai parroci presenti, hanno recitato tutte le stazioni della Via crucis. Come sempre la particolarità e l’originalità della processione del centro vestino è legata soprattutto ai simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre, il cosiddetto Copertone (chiamato così per via delle sue dimensioni), su cui è adagiata la statua del Cristo morto, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero.
La statua della Vergine Addolorata, ultimo simulacro che compone la processione pennese, è una conocchia del XVIII secolo e la memoria popolare ricorda che nell'800 era scortata da donne e bambine vestite di nero, le “addoloratine”.
La solenne liturgia del Venerdì santo di Penne affonda le sue radici nel Quattrocento e fu istituita ufficialmente come ricorrenza religiosa, nel 1570, dal cappuccino umbro padre Girolamo da Montefiore.
È una delle più conosciute in Abruzzo e anche ieri in tanti hanno voluto esserci, arrivando anche da fuori città, partecipando sentitamente a questo appuntamento.
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