Penne, altri 50 immigrati a contrada Blanzano

Per domani è previsto l’arrivo di tutti i nuovi profughi affidati alla Play Gold Insorge la destra: «Città abbandonata dalle istituzioni, alzeremo le barricate»
PENNE. Il numero degli immigrati accolti a Penne continua a salire. Oltre agli 80 ospiti della coop Cogecstre, nella struttura del Lapiss, e i 60 presenti nei due centri gestiti sul territorio comunale dalla Asp di Pescara, ne sono in arrivo altri 50. Tredici, a dire il vero, già da ieri sono presenti in città. Altri 37 arriveranno domani.
L'accoglienza ai nuovi immigrati sarà gestita dalla Play Gold di Chieti in una struttura di proprietà privata, in contrada Blanzano. La notizia non è affatto piaciuta al consigliere regionale, capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, e al consigliere di maggioranza del Comune di Penne, Emidio Camplese. «Penne si prepara all’invasione di altri presunti profughi. Chiediamo al sindaco di promuovere subito una mobilitazione per guidare il “fronte del no”: Penne non può accogliere altri immigrati, è una città abbandonata dalle istituzioni, esclusa dalle misure di sostegno del cratere sismico, con un ospedale in via di chiusura, scuole crollate e strade dissestate in seguito all’emergenza maltempo dell’inverno scorso e soprattutto priva di fondi per coprire i costi inerenti la sicurezza e il controllo del territorio. Siamo pronti ad alzare barricate per difendere gli interessi del territorio vestino», attaccano Sospiri e Camplese. «Le prime voci inerenti l’imminente arrivo di altri 50 profughi sono cominciate a circolare una decina di giorni fa. Chiediamo al sindaco di fermare l’intera procedura con effetto immediato perché Penne non può sopportare un ulteriore onere che, inevitabilmente, avrà conseguenze ed effetti sul tessuto sociale: Penne è un territorio oggi abbandonato dallo Stato e dalle istituzioni, escluso dall’area del cratere sismico, in pratica senza misure di sostegno destinate alle città colpite dal sisma, pur avendone subito gli effetti, a cui si sono sommate le devastazioni determinate dal maltempo dei mesi scorsi, con scuole addirittura crollate e inagibili. Da questo momento comincia la nostra mobilitazione» annunciano Sospiri e Camplese, «siamo pronti a organizzare un presidio per fermare un insediamento che andrà solo ad aggravare ulteriormente il forte sentimento di disagio che si respira in città».
Per Camplese, pennese doc, l'arrivo dei nuovi immigrati è inaccettabile. «Abbiamo un ospedale che era uno dei gioielli della nostra provincia e che oggi si avvia tristemente alla chiusura e questo senza contare l’assenza totale di fondi da destinare a un potenziamento della sicurezza e del controllo del territorio, necessari per far fronte allo sbarco di nuovi profughi. Tutto questo è inaccettabile».
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